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È il vino più conosciuto al mondo e proviene esclusivamente dall’omonima regione Champagne-Ardenne, a circa 150 km a est di Parigi. La vite qui prospera dall’epoca romana in una zona al limite geografico per la sua coltivazione ed il suolo è prevalentemente composto da craie, pietra calcareo-gessosa che ne costituisce ben il 75%. I suoi vini diventarono popolari tra la fine del XIV e il XVI secolo, con i cosiddetti vin gris che arrivavano fino alla corte del Re di Francia e, soprattutto, spopolavano Oltremanica.
Per lo champagne bisognerà aspettare la metà del XVII secolo e le intuizioni di un monaco benedettino, Dom Pierre Pérignon, economo dell’abbazia di Hautvillers. Intuizioni che contribuiranno in maniera determinante alla nascita dello champagne ma bisogna considerare tanti altri fattori più o meno casuali: è per questo che si tende giustamente a dire che “lo champagne ha inventato sé stesso”.

La sua storia è vecchia di secoli ed è ricca di aneddoti. All’inizio del XX secolo, lo Champagne aveva già la potenza d’un mito. Nel 1911 una Echelle des Crus classificò 17 villaggi con il titolo Grand Cru, 44 villaggi Premier Cru e 258 villaggi come Cru Periferici. L’area vitata copre una superficie totale di circa 33.000 ettari, tre sono le appellazioni (Champagne, Coteaux Champenois e Rosé des Riceys) e si estende tra le Montagne di Reims e la Vallée de la Marne, tra la Côte des Blancs e alcuni territori dell’Aube e dell’Aisne.

Per la produzione è autorizzato l’uso di tre vitigni: chardonnay (28% della superficie piantata), pinot noir (38% della superficie piantata), pinot meunier (34% della superficie piantata). Il disciplinare consente pure l’utilizzo dell’arbanne, petit meslier e pinot blanc presenti oggi solo nelle “vieilles vignes”.

Vallée de la Marne

Vallée de la Marne (Marne ed Aisne): le colline sono caratterizzate da terreni argillosi e calcarei, a tendenza marnosa. I vigneti sono per lo più di uve nere: pinot noir e pinot meunier. Gli champagnes della vallée de la Marne, grazie alla loro grande varietà, possiedono un seducente bouquet fruttato ed un’elevata morbidezza.

Grande Vallée de la Marne

Anche se meno conosciuta e meno estesa delle più famose Côte des Blancs (ad est) e Vallée de la Marne (a nord), la Grande Vallée de la Marne non ha nulla da invidiare alle sue concorrenti. È composta da 13 piccoli villaggi ed i vari produttori di questa zona si sentono, con orgoglio, una comunità “a parte”. Si coltivano tutti e tre i vitigni: Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay; il loro sapiente assemblaggio, nel rispetto delle tradizioni familiari e della natura, crea vini di alta qualità, con diverse e sorprendenti caratteristiche.

Montagne de Reims

Montagne de Reims (dipartimento della Marna): le colline, principalmente esposte a Sud, sono caratterizzate da terreni gessosi che assicurano un ottimo drenaggio ed il cui colore chiaro riflette intensamente i raggi del sole. Il vitigno predominante è il pinot noir. Nelle cantine (caves) delle montagne di Reims riposano champagnes rinomati per la potenza, la struttura e la nobiltà.

Côte des Blancs

Côte des Blancs (Marne): il vitigno principale è lo chardonnay, l’unica uva a bacca bianca autorizzata per la produzione dello champagne. I terreni, gessosi, assicurano elevate riserve d’acqua e calore al sottosuolo. Dalla Côte des Blancs nascono champagnes pregiati, caratterizzati da vivacità e carattere, con aromi leggeri e delicati, simboli di finezza ed eleganza.

Côte des Bar

Nei terreni argillo-calcarei il vitigno principale è il pinot noir. Gli champagnes della Côte des Bar sono vini di carattere, rotondi e dagli aromi complessi.

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