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Barolo: il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton

Barolo: il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton

Il Barolo è molto più di una denominazione iconica: è un sistema complesso fatto di storia, territorio, scelte agronomiche e visione produttiva. È un vino che non si limita a rappresentare un’eccellenza italiana, ma che da oltre un secolo definisce standard qualitativi, linguaggio tecnico e aspettative internazionali sui grandi vini da invecchiamento. Parlare di Barolo significa necessariamente affrontare il rapporto tra il Nebbiolo, le Langhe e l’uomo, in un equilibrio delicato che non ammette scorciatoie.

Nel mese di febbraio, periodo tradizionalmente dedicato alla riflessione, alla degustazione consapevole e alla lettura tecnica, questo approfondimento propone uno sguardo sul Barolo attraverso l’interpretazione di Ciabot Berton. Dal motivo per cui è conosciuto come il Vino dei Re, passando per il contesto pedoclimatico delle Langhe, fino ad arrivare allo stile e alla filosofia produttiva dell’azienda di La Morra, l’articolo analizza come un grande territorio possa tradursi in vini coerenti, riconoscibili e profondamente identitari.

Barolo: storia di un vino regale

Il soprannome “Re dei Vini e Vino dei Re” non è una formula poetica, ma una definizione che affonda le proprie radici nella storia. Nel corso dell’Ottocento, il Barolo divenne il vino prediletto delle corti sabaude, entrando stabilmente nei consumi dell’aristocrazia piemontese e, successivamente, europea. Fu proprio il legame con la Casa di Savoia a sancire il prestigio del Barolo come vino da rappresentanza, capace di incarnare autorevolezza, solidità e longevità.

Parallelamente, l’evoluzione delle tecniche di vinificazione permise al Nebbiolo di esprimere pienamente il proprio potenziale: fermentazioni più controllate, lunghi affinamenti e una maggiore attenzione alla gestione del tempo portarono alla nascita di un vino strutturato, profondo e destinato a un lungo percorso evolutivo.

Il Barolo non nasce per essere immediato, ma per essere compreso nel tempo, caratteristica che ne ha consolidato il ruolo di riferimento assoluto tra i grandi rossi italiani.

Langhe, un mosaico geologico

Le Langhe rappresentano una delle aree vitivinicole più complesse e affascinanti del panorama italiano. Situate in Piemonte, tra le province di Cuneo e Asti, confinano con il Monferrato e il Roero e si sviluppano attraverso un sistema collinare articolato, modellato da millenni di sedimentazioni marine e fluviali.

Ciò che rende le Langhe un territorio irripetibile è l’eccezionale eterogeneità dei suoli, una condizione rara persino a livello internazionale. Marne calcaree, argille compatte, sabbie e stratificazioni miste convivono in spazi relativamente contenuti, dando origine a microzone con identità enologiche nettamente distinguibili.

Secondo alcune interpretazioni etimologiche, il nome Langhe deriverebbe dal termine “Langues”, a indicare le lingue di terra che si susseguono sulle colline affacciate sul fiume Tanaro, mutando aspetto con il variare delle stagioni. La nascita della Langhe DOC nel 1994 ha formalizzato questa complessità, riconoscendo ufficialmente un territorio dove il numero e la varietà dei vitigni coltivati trovano giustificazione in un panorama pedoclimatico estremamente articolato.

Ciabot Berton: tradizione, continuità e interpretazione territoriale

Nel comune di La Morra, nel cuore della denominazione Barolo, opera Ciabot Berton, azienda profondamente legata alla storia vitivinicola delle Langhe. Il rapporto tra la famiglia Oberto e questo territorio si sviluppa lungo quattro generazioni, in un percorso costruito su scelte ponderate, lavoro costante in vigna e rispetto rigoroso dell’ambiente.

La visione lungimirante della trisnonna Maria, prima ad acquisire vigneti in posizioni particolarmente vocate, e la determinazione di Luigi Oberto, fondatore dell’azienda, hanno posto le basi di un progetto agricolo solido, fondato sulla valorizzazione dei cru storici di La Morra. Oggi la conduzione è affidata a Marco Oberto, affiancato dalla moglie Federica, che proseguono il lavoro con un approccio coerente, mantenendo un equilibrio tra tradizione e precisione tecnica.

La filosofia produttiva di Ciabot Berton si basa su una gestione attenta del vigneto, praticata in sinergia con la natura e nel rispetto della biodiversità. La vinificazione segue criteri meticolosi, con l’obiettivo di restituire vini che riflettano in modo fedele il carattere del territorio, senza forzature stilistiche.

Barolo il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton

Barolo Rocchettevino DOCG
100% nebbiolo

Barolo DOCG prodotto da Nebbiolo in purezza, proveniente da vigneti su suoli argilloso-calcarei con un’età media di 25 anni.
La vinificazione prevede macerazione tradizionale a temperatura controllata in vasche di cemento, con prolungato contatto sulle bucce. Affinamento in botti di rovere di Slavonia e francese, seguito da riposo in cemento. Colore rosso granato luminoso. Al naso emergono spezie, richiami di erbe alpine e leggere note balsamiche, accompagnate da sfumature fruttate. Il sorso è fresco, minerale e persistente. Produzione annua: 4.000 bottiglie.

Barolo Roggeri DOCG
100% nebbiolo

Barolo DOCG da Nebbiolo 100%, coltivato su terreni argilloso-calcarei con viti di circa 45 anni. Fermentazione con macerazione tradizionale in cemento a temperatura controllata e lunga estrazione. Affinamento in botti di rovere di Slavonia e francese, quindi in cemento. Alla vista si presenta rosso granato intenso. Il profilo aromatico è ampio ed elegante, con note di frutto maturo, spezie dolci e sentori floreali di rosa e viola essiccate. In bocca è potente, equilibrato, con tannino fitto e finale sapido e persistente.
Produzione annua: 8.000 bottiglie. 

Disponibile anche in Magnum 1,5 L.

Barolo il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton
Barolo il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton

Barolo 1961 DOCG
100% nebbiolo

Barolo DOCG ottenuto da Nebbiolo in purezza, proveniente da tre vigneti storici situati a La Morra, su suoli calcareo-argilloso-sabbiosi. Età media delle viti 30–35 anni. Vinificazione tradizionale in vasche di cemento a temperatura controllata, con affinamento in botti di rovere di Slavonia e successivo riposo in cemento. Colore rosso granato con riflessi rubino. Al naso è etereo e complesso, con note minerali, accenti balsamici, rosa, spezie, frutti rossi e leggere sensazioni cerose. Il palato è sapido, equilibrato e persistente, sostenuto da un tannino ben integrato.
Produzione annua: 15.000 bottiglie.

Un Barolo da comprendere nel tempo

Febbraio è il mese ideale per fermarsi, assaggiare con attenzione e rileggere i grandi classici dell’enologia. Il Barolo, per sua natura, invita a questo approccio: osservazione, tempo e profondità.

Le interpretazioni di Ciabot Berton raccontano con chiarezza come tradizione, conoscenza del territorio e rigore produttivo possano convivere senza compromessi, restituendo vini capaci di parlare con precisione tecnica e forte identità. Un Barolo che non cerca effetti speciali, ma conferme solide, anno dopo anno, nel solco di una denominazione che continua a definire cosa significhi davvero eccellenza.

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