Laurent Theodule: viticoltura di montagna e identità territoriale

Laurent Theodule: viticoltura di montagna e identità territoriale

Nel panorama vitivinicolo contemporaneo, sempre più orientato verso autenticità, sostenibilità e micro-produzioni identitarie, emergono realtà capaci di interpretare il territorio con precisione tecnica e visione evolutiva. Laurent Theodule, situata tra Verrayes e Chambave, rappresenta un esempio concreto di questo approccio: una viticoltura di montagna che non si limita a resistere alle condizioni estreme, ma le trasforma in un elemento distintivo.

In territori come Verrayes e Chambave, dove la viticoltura è fatta di pendenze, suoli poveri e interventi manuali, la primavera non è mai solo un passaggio stagionale, ma una fase tecnica determinante. Ed è all’interno di questo equilibrio che si inserisce il lavoro di Laurent Theodule, costruito su osservazione, adattamento e una lettura concreta del territorio.

La Valle d’Aosta: viticoltura estrema e precisione agronomica

La Valle d’Aosta rappresenta uno degli ambienti viticoli più complessi e al tempo stesso più affascinanti del panorama italiano. La viticoltura qui è definita “eroica” non per retorica, ma per condizioni oggettive: altitudini elevate, forti pendenze, escursioni termiche marcate e una gestione manuale quasi obbligata. I suoli, spesso di origine morenica, si presentano sciolti, poveri di sostanza organica ma altamente drenanti, caratteristiche che impongono una gestione agronomica attenta e mirata. L’esposizione dei vigneti diventa un fattore determinante per garantire maturazioni fenoliche complete, soprattutto in un contesto climatico dove la finestra vendemmiale è ridotta e altamente variabile. In questo scenario, il lavoro del viticoltore assume un ruolo centrale: ogni scelta — dalla gestione della chioma alla tempistica di raccolta — incide in modo diretto sull’equilibrio finale del vino. È una viticoltura che non ammette scorciatoie.

Laurent Theodule: dalla viticoltura alla produzione

Laurent Theodule nasce ufficialmente nel 2014 nei comuni di Verrayes e Chambave, ma affonda le proprie radici in una tradizione familiare consolidata. Il primo impianto vitato risale infatti agli anni ’90, realizzato dal nonno di Laurent, su terreni già vocati e coltivati con continuità.

Per anni l’attività si è concentrata sulla gestione viticola, fino al 2023, anno in cui Laurent, insieme ai genitori, compie il passaggio decisivo verso la vinificazione in proprio. Una scelta che segna un cambio di paradigma: da fornitori di uva a interpreti completi del proprio terroir.

La superficie vitata, pari a circa 4 ettari, è distribuita su pendii soleggiati e difficili da lavorare, dove la meccanizzazione è limitata e il lavoro manuale resta predominante. Questo aspetto non è secondario: incide direttamente sulla qualità delle uve e sulla possibilità di intervenire con precisione in ogni fase del ciclo vegetativo.

L’approccio produttivo si colloca in un equilibrio tra tradizione e innovazione. Da un lato, il sapere tramandato dalla famiglia; dall’altro, una visione contemporanea che punta a valorizzare il potenziale varietale e territoriale senza forzature stilistiche.

La selezione di Aprile

Chambave Muscat DOC
100% moscato bianco

Originato da terreni morenici a tessitura sciolta e sabbiosa, disposti in pendenza con esposizione sud ed est, tra i 550 e i 650 metri s.l.m., su una superficie di circa 1,5 ettari. La raccolta è manuale e si colloca tra metà e fine settembre. Dopo la diraspatura, le uve vengono sottoposte a una breve macerazione pellicolare in pressa per una notte. La fermentazione si svolge a temperatura controllata per circa 10 giorni, seguita da un affinamento di 5 mesi in acciaio sulle fecce fini. Nel bicchiere si presenta con un giallo paglierino dai riflessi verdognoli; il profilo olfattivo è equilibrato, con note di salvia, timo e rosa. Al palato è teso, fresco e diretto, con un’aromaticità ben definita che rimane sempre elegante.

Chambave DOC
100% petit rouge

Proveniente da suoli morenici sciolti e sabbiosi, caratterizzati da pendenze intorno al 30% e da esposizione a sud, a un’altitudine compresa tra i 600 e i 650 metri s.l.m., su una superficie di circa 0,5 ettari. La vendemmia avviene a partire da metà ottobre. Le uve, raccolte e raffreddate, vengono diraspate e avviate alla fermentazione in acciaio a temperatura controllata per circa 12 giorni, con rimontaggi quotidiani. L’affinamento prosegue in acciaio per 7 mesi e si completa con ulteriori 2 mesi in bottiglia. Il vino si presenta con un colore rosso rubino dai riflessi violacei; al naso esprime intensità e precisione con richiami floreali di viola e rosa. In bocca è equilibrato, fresco e con una chiara impronta minerale, accompagnata da note di frutta rossa.

Una sintesi contemporanea

Nel contesto valdostano, scegliere di vinificare significa smettere di delegare la lettura del proprio lavoro e assumersi il rischio — e la responsabilità — di tradurlo in bottiglia. C’è qualcosa di profondamente umano in questo passaggio: il gesto di prendere in mano un’eredità — fatta di terra, fatica e memoria — e decidere di darle una voce propria come in un racconto…

Forse è proprio qui che questi vini trovano la loro dimensione più autentica: non nella ricerca della perfezione, ma nella capacità di restituire, con precisione e rispetto, il luogo da cui provengono.

Scopri Laurent Theodule cliccando QUI.

Vini Sloveni: Valter Sirk e il cuore unico della Slovenia

Vini Sloveni: Valter Sirk e il cuore unico della Slovenia

Negli ultimi anni i vini sloveni stanno emergendo con sempre maggiore chiarezza nel panorama enologico europeo, attirando l’interesse di professionisti, critici e operatori del settore. Un fenomeno che non nasce da mode passeggere, ma da una solida base territoriale e culturale, spesso sottovalutata, che affonda le radici in una tradizione vitivinicola antica e strutturata.

La Slovenia si colloca in una posizione geografica strategica, sospesa tra mondo mediterraneo e influssi continentali, e sviluppa una viticoltura capace di coniugare precisione tecnica, freschezza espressiva e forte identità varietale. All’interno di questo contesto si inserisce il lavoro di Valter Sirk, produttore del Collio Sloveno, interprete di una visione produttiva orientata alla purezza del vitigno, alla lettura del suolo e a uno stile misurato, essenziale e riconoscibile.

La Slovenia vitivinicola: storia e identità

La Slovenia rappresenta un ideale prolungamento naturale della Venezia Giulia, condividendone non solo la continuità geografica ma anche una lunga tradizione agricola e vitivinicola. La presenza della vite in queste zone è documentata fin dall’epoca medievale, quando i monaci svolsero un ruolo centrale nella diffusione delle pratiche viticole, contribuendo alla definizione di modelli produttivi basati sull’osservazione del territorio e sulla gestione attenta delle risorse naturali.

Nel corso dei secoli, la viticoltura slovena ha mantenuto un forte legame con il contesto locale, evolvendosi senza perdere il proprio carattere. Questo percorso storico ha permesso di preservare un patrimonio varietale e tecnico che oggi si traduce in vini dalla forte impronta territoriale, capaci di distinguersi per autenticità e precisione espressiva.

Il terroir enologico sloveno: un mondo da scoprire

Dal punto di vista pedoclimatico, la Slovenia offre condizioni estremamente favorevoli alla viticoltura. I suoi dolci pendii collinari ospitano tre principali regioni vinicole: Primorska a sud-ovest, fortemente influenzata dal clima mediterraneo e prossima al confine italiano; Posavje nella parte sud-orientale, con caratteristiche più continentali; e Podravje a nord-est, area storicamente vocata e contraddistinta da climi più freschi.

La varietà dei suoli, che spaziano dalle marne alle arenarie fino a substrati ricchi di componenti minerali, unita alla compresenza di influssi climatici differenti, consente una maturazione equilibrata delle uve e favorisce la produzione di vini caratterizzati da freschezza, tensione gustativa e marcata sapidità. È proprio questa combinazione di fattori a rendere i vini sloveni particolarmente interessanti per una lettura tecnica e contemporanea del concetto di terroir.

Valter Sirk: identità produttiva nel Collio Sloveno

L’azienda Valter Sirk ha sede a Višnjevik, nel cuore del Collio Sloveno, in una zona collinare elevata che incide in modo determinante sul profilo dei vini. L’altitudine e l’esposizione favoriscono una maturazione equilibrata delle uve, conferendo ai vini una spiccata freschezza, una beva dinamica e una naturale facilità di approccio.

I vigneti poggiano su suoli di matrice marnosa, ricchi di sali minerali, elemento che si riflette in una marcata sapidità e in una persistenza gustativa ben definita. La conduzione agricola segue principi di naturalezza e rispetto dei cicli biologici, con pratiche ispirate all’agricoltura biologica e integrata, volte a preservare l’equilibrio della vigna e l’integrità del suolo.

In cantina, la filosofia di Valter Sirk privilegia interventi mirati e non invasivi. L’affinamento avviene prevalentemente in vasche di acciaio, scelta che consente di mantenere una lettura chiara e diretta del vitigno. Il bâtonnage manuale, effettuato esclusivamente sulle fecce nobili, contribuisce a costruire struttura e complessità senza compromettere la precisione aromatica.

L’azienda si estende su 8 ettari di proprietà, ai quali si aggiungono 3 ettari in affitto, coltivati principalmente a varietà a bacca bianca come Ribolla Gialla, Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco e Malvasia Istriana, affiancate da alcune uve rosse tra cui Merlot, Malbech e Cabernet Franc. La produzione annua media si attesta intorno alle 40.000 bottiglie.

Valter Sirk e il cuore unico della Slovenia

Ribolla Gialla
Vigneto Zagrad, Rkiča
Anno impianto 1975, 1986

Prodotta da uve provenienti dal vigneto Zagrad, Rkiča, con impianti risalenti al 1975 e 1986, allevati a Guyot unilaterale e capovolto unilaterale. La vinificazione prevede pressatura soffice, fermentazione in vasche di acciaio, bâtonnage manuale e macrofiltrazione. L’imbottigliamento avviene dopo 18 mesi di affinamento. Vino caratterizzato da grande freschezza e spiccata mineralità, si distingue per vivacità espressiva, rigore e forte tipicità varietale. Produzione annua: 7.000 bottiglie.

Jakot Friulano
Vigneto Njiva
Anno impianto 1990, 1993

Ottenuto dal vigneto Njiva, con viti impiantate tra il 1990 e il 1993, allevate con sistema doppio capovolto. Il processo produttivo include criomascerazione, pressatura soffice, fermentazione controllata in acciaio, bâtonnage manuale e macrofiltrazione. L’affinamento dura 15 mesi prima dell’imbottigliamento. Si presenta con colore giallo paglierino. Il profilo olfattivo è pulito ed elegante, mentre al palato emerge una personalità marcata, con note floreali e fruttate e il tipico richiamo alla mandorla amara.
Produzione annua: circa 5.500 bottiglie.

Valter Sirk e il cuore unico della Slovenia
Valter Sirk e il cuore unico della Slovenia

Malvasia
Vigneto Vipolže
Anno impianto 1975.

Prodotta da uve del vigneto Vipolže, con impianto risalente al 1975, allevato a doppio capovolto. Dopo criomascerazione e pressatura soffice, la vinificazione segue uno schema classico con maturazione per l’80% in acciaio e 20% in botti di rovere usate. L’imbottigliamento avviene dopo 15 mesi di affinamento. Il vino presenta colore giallo paglierino, una freschezza evidente e una mineralità marcata. Il profilo aromatico è arricchito dai tipici sentori di fiore di camomilla, caratteristici della Malvasia Istriana.
Produzione annua: circa 7.000 bottiglie.

Uno sguardo consapevole sui vini sloveni

Il mese di marzo, con il suo naturale richiamo alla ripartenza e alla scoperta, è il momento ideale per approfondire territori che stanno ridefinendo il panorama vitivinicolo europeo. I vini sloveni, e in particolare quelli del Collio, offrono una lettura autentica fatta di precisione tecnica, equilibrio e profonda connessione con il terroir.

Il lavoro di Valter Sirk si inserisce perfettamente in questo contesto, dimostrando come una viticoltura attenta e una vinificazione misurata possano tradurre un territorio complesso in vini chiari, riconoscibili e coerenti. Un esempio concreto di come la Slovenia non sia più una semplice area di confine, ma una realtà enologica con una voce propria e sempre più autorevole.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Barolo: il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton

Barolo: il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton

Il Barolo è molto più di una denominazione iconica: è un sistema complesso fatto di storia, territorio, scelte agronomiche e visione produttiva. È un vino che non si limita a rappresentare un’eccellenza italiana, ma che da oltre un secolo definisce standard qualitativi, linguaggio tecnico e aspettative internazionali sui grandi vini da invecchiamento. Parlare di Barolo significa necessariamente affrontare il rapporto tra il Nebbiolo, le Langhe e l’uomo, in un equilibrio delicato che non ammette scorciatoie.

Nel mese di febbraio, periodo tradizionalmente dedicato alla riflessione, alla degustazione consapevole e alla lettura tecnica, questo approfondimento propone uno sguardo sul Barolo attraverso l’interpretazione di Ciabot Berton. Dal motivo per cui è conosciuto come il Vino dei Re, passando per il contesto pedoclimatico delle Langhe, fino ad arrivare allo stile e alla filosofia produttiva dell’azienda di La Morra, l’articolo analizza come un grande territorio possa tradursi in vini coerenti, riconoscibili e profondamente identitari.

Barolo: storia di un vino regale

Il soprannome “Re dei Vini e Vino dei Re” non è una formula poetica, ma una definizione che affonda le proprie radici nella storia. Nel corso dell’Ottocento, il Barolo divenne il vino prediletto delle corti sabaude, entrando stabilmente nei consumi dell’aristocrazia piemontese e, successivamente, europea. Fu proprio il legame con la Casa di Savoia a sancire il prestigio del Barolo come vino da rappresentanza, capace di incarnare autorevolezza, solidità e longevità.

Parallelamente, l’evoluzione delle tecniche di vinificazione permise al Nebbiolo di esprimere pienamente il proprio potenziale: fermentazioni più controllate, lunghi affinamenti e una maggiore attenzione alla gestione del tempo portarono alla nascita di un vino strutturato, profondo e destinato a un lungo percorso evolutivo.

Il Barolo non nasce per essere immediato, ma per essere compreso nel tempo, caratteristica che ne ha consolidato il ruolo di riferimento assoluto tra i grandi rossi italiani.

Langhe, un mosaico geologico

Le Langhe rappresentano una delle aree vitivinicole più complesse e affascinanti del panorama italiano. Situate in Piemonte, tra le province di Cuneo e Asti, confinano con il Monferrato e il Roero e si sviluppano attraverso un sistema collinare articolato, modellato da millenni di sedimentazioni marine e fluviali.

Ciò che rende le Langhe un territorio irripetibile è l’eccezionale eterogeneità dei suoli, una condizione rara persino a livello internazionale. Marne calcaree, argille compatte, sabbie e stratificazioni miste convivono in spazi relativamente contenuti, dando origine a microzone con identità enologiche nettamente distinguibili.

Secondo alcune interpretazioni etimologiche, il nome Langhe deriverebbe dal termine “Langues”, a indicare le lingue di terra che si susseguono sulle colline affacciate sul fiume Tanaro, mutando aspetto con il variare delle stagioni. La nascita della Langhe DOC nel 1994 ha formalizzato questa complessità, riconoscendo ufficialmente un territorio dove il numero e la varietà dei vitigni coltivati trovano giustificazione in un panorama pedoclimatico estremamente articolato.

Ciabot Berton: tradizione, continuità e interpretazione territoriale

Nel comune di La Morra, nel cuore della denominazione Barolo, opera Ciabot Berton, azienda profondamente legata alla storia vitivinicola delle Langhe. Il rapporto tra la famiglia Oberto e questo territorio si sviluppa lungo quattro generazioni, in un percorso costruito su scelte ponderate, lavoro costante in vigna e rispetto rigoroso dell’ambiente.

La visione lungimirante della trisnonna Maria, prima ad acquisire vigneti in posizioni particolarmente vocate, e la determinazione di Luigi Oberto, fondatore dell’azienda, hanno posto le basi di un progetto agricolo solido, fondato sulla valorizzazione dei cru storici di La Morra. Oggi la conduzione è affidata a Marco Oberto, affiancato dalla moglie Federica, che proseguono il lavoro con un approccio coerente, mantenendo un equilibrio tra tradizione e precisione tecnica.

La filosofia produttiva di Ciabot Berton si basa su una gestione attenta del vigneto, praticata in sinergia con la natura e nel rispetto della biodiversità. La vinificazione segue criteri meticolosi, con l’obiettivo di restituire vini che riflettano in modo fedele il carattere del territorio, senza forzature stilistiche.

Barolo il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton

Barolo Rocchettevino DOCG
100% nebbiolo

Barolo DOCG prodotto da Nebbiolo in purezza, proveniente da vigneti su suoli argilloso-calcarei con un’età media di 25 anni.
La vinificazione prevede macerazione tradizionale a temperatura controllata in vasche di cemento, con prolungato contatto sulle bucce. Affinamento in botti di rovere di Slavonia e francese, seguito da riposo in cemento. Colore rosso granato luminoso. Al naso emergono spezie, richiami di erbe alpine e leggere note balsamiche, accompagnate da sfumature fruttate. Il sorso è fresco, minerale e persistente. Produzione annua: 4.000 bottiglie.

Barolo Roggeri DOCG
100% nebbiolo

Barolo DOCG da Nebbiolo 100%, coltivato su terreni argilloso-calcarei con viti di circa 45 anni. Fermentazione con macerazione tradizionale in cemento a temperatura controllata e lunga estrazione. Affinamento in botti di rovere di Slavonia e francese, quindi in cemento. Alla vista si presenta rosso granato intenso. Il profilo aromatico è ampio ed elegante, con note di frutto maturo, spezie dolci e sentori floreali di rosa e viola essiccate. In bocca è potente, equilibrato, con tannino fitto e finale sapido e persistente.
Produzione annua: 8.000 bottiglie. 

Disponibile anche in Magnum 1,5 L.

Barolo il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton
Barolo il Re dei Vini interpretato da Ciabot Berton

Barolo 1961 DOCG
100% nebbiolo

Barolo DOCG ottenuto da Nebbiolo in purezza, proveniente da tre vigneti storici situati a La Morra, su suoli calcareo-argilloso-sabbiosi. Età media delle viti 30–35 anni. Vinificazione tradizionale in vasche di cemento a temperatura controllata, con affinamento in botti di rovere di Slavonia e successivo riposo in cemento. Colore rosso granato con riflessi rubino. Al naso è etereo e complesso, con note minerali, accenti balsamici, rosa, spezie, frutti rossi e leggere sensazioni cerose. Il palato è sapido, equilibrato e persistente, sostenuto da un tannino ben integrato.
Produzione annua: 15.000 bottiglie.

Un Barolo da comprendere nel tempo

Febbraio è il mese ideale per fermarsi, assaggiare con attenzione e rileggere i grandi classici dell’enologia. Il Barolo, per sua natura, invita a questo approccio: osservazione, tempo e profondità.

Le interpretazioni di Ciabot Berton raccontano con chiarezza come tradizione, conoscenza del territorio e rigore produttivo possano convivere senza compromessi, restituendo vini capaci di parlare con precisione tecnica e forte identità. Un Barolo che non cerca effetti speciali, ma conferme solide, anno dopo anno, nel solco di una denominazione che continua a definire cosa significhi davvero eccellenza.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Gin Le Lagore: il Levante diventa spirito

Gin Le Lagore: il Levante diventa spirito

Gin Le Lagore? Gennaio è il mese in cui si torna all’essenziale. Dopo l’eccesso delle feste, l’attenzione si sposta su prodotti autentici, capaci di raccontare un’origine precisa e un metodo di lavoro coerente. 

Nel mondo dei distillati, il gin rappresenta una delle categorie più interessanti sotto questo punto di vista, soprattutto quando nasce da progetti agricoli legati al territorio. È in questo contesto che si inserisce Gin Le Lagore, un distillato che esprime in modo diretto la Liguria di Levante attraverso botaniche spontanee e una filiera produttiva consapevole.

Il gin: definizione, evoluzione e rinascita contemporanea

Il gin è un distillato ottenuto a partire da alcol etilico di origine agricola, aromatizzato principalmente con bacche di ginepro (Juniperus communis). Questo elemento non è un semplice dettaglio: il ginepro è l’unico ingrediente obbligatorio per legge affinché un distillato possa essere definito gin. Tutto il resto — botaniche, metodi di estrazione, proporzioni — rappresenta lo spazio creativo e identitario del produttore.

Le origini del gin risalgono al XVII secolo nei Paesi Bassi, dove nasce il jenever, inizialmente concepito come preparato medicinale. Solo successivamente, con la sua diffusione in Inghilterra, il gin assume una connotazione più ricreativa e popolare, attraversando fasi alterne di eccessi e regolamentazioni, fino a stabilizzarsi come distillato di qualità.

Negli ultimi anni, il gin ha vissuto una vera e propria rinascita, grazie alla riscoperta della produzione artigianale e a un rinnovato interesse per le botaniche locali. Il focus si è spostato dalla standardizzazione all’identità territoriale, trasformando il gin in un mezzo di espressione agricola e culturale. In questo scenario, prodotti come Gin Le Lagore rappresentano l’evoluzione naturale di un distillato che torna alle sue radici: la relazione diretta con la terra.

Le Lagore: un progetto agricolo tra recupero e valorizzazione del territorio

L’azienda agricola Le Lagore si trova tra Levanto e Bonassola, in provincia di La Spezia, in un’area di straordinaria rilevanza paesaggistica alle porte delle Cinque Terre. Fondata nel 2018 da Giovanni Peruzzi, classe 1992, laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università degli Studi di Torino, l’azienda nasce da una visione chiara: recuperare terreni abbandonati e restituire loro valore agricolo, ambientale e produttivo.

Il progetto prende forma grazie alla collaborazione con la Regione Liguria e ai fondi dell’Unione Europea dedicati allo sviluppo rurale e all’insediamento di giovani agricoltori. La tenuta si estende su una superficie terrazzata di circa 49.000 mq, affacciata sul mare, un contesto che richiede competenze tecniche, manutenzione costante e una profonda conoscenza del territorio.

Il recupero ha previsto la pulizia delle aree incolte e l’impianto di oltre 2.500 nuove piante aromatiche, che vanno ad arricchire un ecosistema già caratterizzato da vigneto, frutteto e orto. Un lavoro lento, metodico e rispettoso, che ha trasformato un patrimonio dimenticato in una risorsa viva.

Gin Le Lagore: botaniche spontanee e distillazione consapevole

Durante le fasi di recupero dei terreni, la presenza abbondante di piante aromatiche spontanee tipiche della macchia mediterranea ha suggerito una direzione precisa: valorizzare ciò che il territorio offriva naturalmente. Da questa intuizione nasce Gin Le Lagore, un distillato che utilizza botaniche spontanee e autoctone raccolte all’interno della tenuta.

La distillazione è affidata alla distilleria DEALP di Susa, in Piemonte, realtà riconosciuta per la sua esperienza e competenza tecnica. Il processo produttivo prevede l’impiego esclusivo di acqua di fonte alpina e botaniche a km zero, evitando qualsiasi forzatura aromatica o standardizzazione industriale.

Il risultato è un gin che esprime con chiarezza il suo luogo di origine: note balsamiche, erbacee e mediterranee si intrecciano in un profilo aromatico pulito, coerente e riconoscibile.

Gin Le Lagore: il Levante diventa spirito

Mirto Levante

Nasce dalla vegetazione spontanea della macchia mediterranea ligure e affonda le sue radici nella storica tenuta situata alle porte delle Cinque Terre. Il mirto utilizzato cresce naturalmente in questo contesto ed è raccolto a mano, con un’attenta selezione delle bacche migliori. L’estrazione avviene tramite infusione in alcol di grano, senza l’impiego di aromi aggiunti o coloranti. Le bacche vengono successivamente distillate, filtrate e armonizzate con uno sciroppo ottenuto da acqua e zucchero di canna. Il colore è intenso, tra il rubino e il violaceo. Il profilo olfattivo è fresco e balsamico, con richiami vegetali e note di frutto appena colto. Al gusto è morbido e avvolgente, caldo, aromatico, con una persistenza lunga e ben definita.

Gin Solis

Solis Mediterranean Gin nasce dall’incontro tra il ginepro e il mirto ligure, due botaniche che ne definiscono il carattere. La qualità delle materie prime lo rende adatto sia alla degustazione in purezza sia all’utilizzo in miscelazione. La produzione avviene tramite distillazioni separate in alambicco di ginepro toscano e bacche di mirto, lavorate in piccoli lotti e successivamente assemblate. Il profilo aromatico è intenso e ben riconoscibile, con note mediterranee nette che si esprimono fin dal primo assaggio.
Gin Le Lagore: il Levante diventa spirito
Gin Le Lagore: il Levante diventa spirito

Amaro Bridge

Bridge è un liquore che nasce dalla lavorazione di erbe aromatiche raccolte manualmente all’interno della tenuta. Eucalipto, mirto, finocchietto selvatico, timo, menta e rosmarino compongono un insieme equilibrato, capace di restituire i profumi del territorio a ogni assaggio. La produzione prevede un’infusione idroalcolica di botaniche naturali, completata dall’aggiunta di zucchero di canna. Al palato è morbido e caldo, con un profilo aromatico persistente e un finale che richiama in modo netto la macchia mediterranea da cui trae origine.

Un modo diverso di intendere il distillato

Le Lagore non si inserisce nel racconto facile dei distillati di tendenza, né cerca scorciatoie narrative. Il filo che lega gin, mirto e amaro è lo stesso: un rapporto diretto con il territorio, osservato prima ancora che interpretato. Le botaniche spontanee, la raccolta manuale, le lavorazioni essenziali non diventano slogan, ma restano strumenti per restituire un’identità precisa, senza mediazioni superflue.


Nei prodotti Le Lagore il paesaggio non viene addomesticato, ma accompagnato. I profumi della macchia mediterranea, le note balsamiche, la struttura aromatica non puntano all’effetto immediato, bensì a una riconoscibilità che si costruisce nel tempo. È un approccio che chiede attenzione, ma che ripaga con distillati capaci di raccontare un luogo senza bisogno di alzare la voce.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Thomas Perseval: l’ingegneria naturale del terroir

Thomas Perseval: l’ingegneria naturale del terroir

Thomas Perseval. Dicembre è il mese in cui la Champagne rivela la sua anatomia più autentica. Le vigne spoglie permettono di leggere con chiarezza la geometria del terreno, le linee di pendenza, la disposizione dei filari, la tessitura del suolo. La linfa si ritira, la vite rallenta ogni attività fisiologica e si crea una sospensione che non è inattività, ma un momento di analisi. È il periodo in cui il lavoro agronomico non scompare, bensì cambia natura: osservazione, valutazione, pianificazione.

Dicembre è il mese che impone allo sguardo tecnico di fermarsi e registrare tutto ciò che la stagione vegetativa nasconde con la sua opulenza. In questo contesto, parlare di produttori che hanno costruito la loro identità sulla precisione, sulla lettura analitica dei suoli e sulla trasparenza del terroir è quasi inevitabile. Tra questi, Thomas Perseval è una delle voci più autorevoli, grazie al suo lavoro rigoroso sulle parcelle di Chamery e alla scelta di una vinificazione che rispetta la struttura naturale della materia prima.

Chamery: una micro-geografia che diventa metodo

Il dominio agricolo di Perseval si estende per 2,5 ettari suddivisi in cinque parcelle nel cuore della Montagne de Reims, all’interno del parco naturale che protegge uno dei paesaggi più caratteristici della regione. Dal 2012 abbraccia una viticoltura biologica certificata, con un approccio che non è ideologico ma tecnico: ridurre gli input esterni significa ottenere una materia prima più fedele al contesto pedoclimatico di origine. Le sue micro-cuvée nascono proprio da questa filosofia. Ogni parcella viene vinificata separatamente, consentendo al singolo appezzamento di esprimere il proprio potenziale aromatico e strutturale. Perseval lavora con pinot noir, pinot meunier e chardonnay, ma inserisce nella sua visione produttiva anche vitigni quasi dimenticati come petit meslier, arbanne e pinot blanc, rafforzando la qualità e l’autenticità dei suoi assemblaggi attraverso un patrimonio vegetale raro.

Thomas Perseval: la vinificazione parcellare come strumento di analisi sensoriale

La vinificazione parcellare non è una scelta stilistica: è un processo tecnico complesso che permette di mantenere l’identità di ciascun sito produttivo. La frammentazione dei suoli nella Montagne de Reims impone una gestione precisa delle fasi di raccolta, pressatura e fermentazione. Ogni parcella segue un proprio calendario, perché cambia la maturazione fenolica, la capacità idrica del suolo, la presenza di gesso, sabbie o argille, l’esposizione e il microclima.

In cantina, la separazione si traduce in fermentazioni indipendenti, con controlli accurati di temperatura, ossigenazione e cinetica microbica. La scelta di Perseval di utilizzare soltanto il legno per le fermentazioni aggiunge un ulteriore livello tecnico: il legno permette una micro-ossigenazione lenta, calibrata, capace di amplificare la struttura senza mascherare il carattere del frutto.

Il vantaggio finale è un ventaglio di basi-vino altamente differenziate, che consente assemblaggi costruiti con logica scientifica. La vinificazione parcellare rende leggibile ogni sfumatura e permette all’enologo di intervenire con la precisione di un artigiano che lavora su micromeccanismi sensoriali.

Il percorso tecnico di Thomas Perseval

La storia professionale di Perseval è una progressione continua verso la finezza tecnica. Cresciuto tra le vigne di famiglia, ha scelto un approccio rigoroso che unisce una forte identità territoriale alla ricerca di precisione in tutte le fasi del processo produttivo. Dal passaggio al biologico fino alla scelta quasi integralista di vinificare esclusivamente in legno, ogni decisione è orientata a esprimere la personalità autentica delle sue parcelle.

Le micro-cuvée sono prodotte in quantità ridotte, seguono fermentazioni spontanee e lunghi affinamenti, senza interventi invasivi. Il risultato è una collezione di Champagne intensi, nitidi, luminosi nella freschezza ma profondi nella struttura. Ogni bottiglia comunica la stessa filosofia: la materia prima parla da sola, se le si concede il tempo e il rispetto necessari.

La Masure Rosé Millesimato
100% pinot noir

Rosé di macerazione proveniente dalla storica parcella La Masure (1974), piantata su suoli argillo-sabbiosi e argillo-calcarei. La vinificazione avviene interamente in barriques da 228 e 400 litri, con fermentazioni alcolica e malolattica spontanee, senza filtrazioni, chiarifiche o solforosa aggiunta. Le 12 ore di macerazione sulle bucce donano intensità cromatica e un profilo aromatico ricco di frutti rossi e note speziate. Affinamento minimo di 36 mesi sui lieviti, seguito da 6 mesi di riposo dopo il dégorgement à la volée. Nessun dosaggio.

La Pucelle Millesimato
100% pinot meunier

Cuvée parcellare ottenuta dalla parcella La Pucelle, impiantata nel 1961 su terreno sabbioso-limoso profondo. Vinificazione in barriques da 228 e 400 litri, con fermentazioni spontanee e totale assenza di filtrazioni o collage. Il sorso è ampio e autorevole, con struttura e persistenza che mettono in evidenza la straordinaria espressività del Pinot Meunier antico lavorato da Perseval. Matura almeno 36 mesi sui lieviti, seguiti da 6 mesi dopo il dégorgement à la volée. 

Le Village Millesimato
100% chardonnay

Chardonnay in purezza dalla parcella Le Village, piantata nel 1986, vinificato completamente in barriques da 228 e 400 litri. Fermentazioni alcolica e malolattica naturali, nessuna filtrazione né chiarifica, per preservare l’identità del micro-terroir. Il bouquet richiama la pasticceria fine, la frutta matura e leggere note di nocciola, mentre il palato offre una mineralità incisiva e un finale lungo e pulito. Affinamento minimo di 36 mesi sui lieviti e 6 mesi dopo il dégorgement à la volée. Nessun dosaggio.

Dicembre, quando la Champagne trova la sua voce più nitida

Ora che dicembre avanza e il freddo rende l’aria più affilata, l’idea di una bottiglia capace di raccontare il lavoro dell’anno acquista un fascino particolare. Le vigne dormono, ma il vino è vivo. 

I vini di Perseval – così rigorosi, così vibranti, così legati alla loro terra – sembrano fatti apposta per questo periodo dell’anno. Sono un invito a rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi attraversare dalla complessità. E mentre le feste si avvicinano, portando con sé un po’ di quella magia che Dicembre custodisce da sempre, una cosa diventa chiara: alcuni vini non si bevono soltanto, si aspettano. Come si aspettano le prime nevicate, o le sere che profumano di ritorno a casa…

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Gonde’-Rousseaux: il carattere di Taissy tra tradizione e ricerca

Gonde’-Rousseaux – Novembre nella regione Champagne è un mese di passaggio: la vigna si spoglia e si prepara al riposo invernale, mentre il lavoro si concentra nelle cantine. Le fermentazioni rallentano, gli affinamenti sulle fecce iniziano a disegnare i primi tratti dell’annata e i vigneron accompagnano con attenzione processi che richiedono tempo, silenzio e pazienza.

A Taissy, nel cuore della Montagne de Reims, la famiglia Gonde’-Rousseaux vive questa fase con un approccio che unisce rigore agricolo e sensibilità creativa. Ogni vino nasce come interpretazione del terroir: un’espressione gessosa, luminosa, che Florian – enologo alla guida della maison – preferisce lasciare libera di evolvere con il minimo intervento.

Montagne de Reims: un terroir che detta il ritmo

La regione Champagne deve la sua unicità a un ambiente estremo: un clima al limite della viticoltura e un sottosuolo dominato dalla craie, la pietra calcareo-gessosa che riflette la luce, drena l’acqua e garantisce riserva idrica nei momenti più critici.

Nella Montagne de Reims, le colline esposte a sud creano le condizioni perfette per il pinot noir, che qui si esprime con potenza, struttura e capacità di invecchiamento. Le cantine sotterranee, scavate nei terreni gessosi, completano il quadro, offrendo ambienti ideali per lunghe maturazioni.

Taissy rappresenta una declinazione peculiare di questa montagna. I suoli chiari e riflettenti imprimono nei vini una tensione minerale e una verticalità che li rendono immediatamente riconoscibili. È qui che Gonde’-Rousseaux ha scelto di radicarsi e costruire la propria identità.

Gonde’-Rousseaux: una maison familiare con radici e futuro

Fondata nel 1976 da Edith e Didier, Gonde’-Rousseaux ha sempre mantenuto un legame forte con il vigneto, lavorando piccole parcelle con approccio artigianale. Oggi è il figlio Florian a guidare la maison, portando avanti l’eredità dei genitori con una visione che combina tradizione, tecnologia e sperimentazione.

I 4 ettari di vigneti sono condotti in regime biologico e biodinamico, con interventi mirati a favorire la biodiversità: siepi, alberi e rifugi per insetti sono stati introdotti per restituire vitalità all’ecosistema.

La filosofia di Florian è chiara: intervenire il meno possibile in cantina. Lui stesso si definisce un “enologo pigro”, convinto che un vino, se nasce da un vigneto equilibrato, sappia crescere da solo. Vinificazione in piccoli volumi, assenza di solforosa, stabilizzazioni naturali a freddo e micro-sperimentazioni caratterizzano la sua pratica quotidiana.

Accanto a questo approccio essenziale, c’è però una forte componente di curiosità tecnica: analisi dei suoli, monitoraggi tramite droni e osservazioni costanti del vigneto. Quella di Gonde’-Rousseaux è una viticoltura che alterna il sapere manuale alla precisione digitale, senza perdere di vista il legame diretto con la terra.

La selezione di Novembre: una dedica a Gonde’-Rousseaux

Chapitre 1 Extra Brut
30% chardonnay
35% pinot meunier
30% pinot noir
5% vins de réserve

Il naso è complesso: frutta candita, pera, arancia, accenti mentolati e una vena selvatica. In bocca emerge la mineralità salina dei suoli gessosi di Taissy, sostenuta da un registro amaricante elegante. Ritornano fichi, uva sultanina, torrone e frutta secca. Affinamento sulle fecce 8–12 mesi, più 6 mesi dopo dégorgement. Dosaggio: 2 g/l.

Chapitre 2 Blanc de Noirs Millesimato
80% pinot meunier
20% pinot noir

Profumo insolito e distintivo: cenere, carbone, note affumicate, seguite da richiami di pasticceria e agrumi rossi. Al palato la freschezza salina è protagonista, accompagnata da piccoli frutti neri come ribes, mirto e sambuco. Uno Champagne vivo, che muta nel bicchiere e mantiene energia costante. Affinamento sulle fecce 8–12 mesi, più 12 mesi dopo dégorgement. Dosaggio: 6 g/l.

Chapitre 5 Blanc de Blancs Millesimato
100% chardonnay

100% chardonnay, fermentato a temperatura ambiente e vinificato in botti di rovere americano. Nessuna solforosa, stabilizzazione naturale a freddo.

Il bouquet richiama fiori di acacia e cereali maturi, arricchendosi con bergamotto e zenzero. In bocca esplode la freschezza salina, armonizzata dal legno che dona rotondità e corpo. Il finale è lungo, energico e con una tessitura tannica che prolunga la persistenza. Affinamento sulle fecce 10–12 mesi, più 12 mesi dopo dégorgement. Dosaggio: 6 g/l.

Oltre la bottiglia: l’identità di una maison

I vini di Gonde’-Rousseaux nascono dalla regione Champagne, ma non rispondono a un modello standardizzato. Sono interpretazioni dirette del villaggio di Taissy e della Montagne de Reims, frutto di scelte coerenti in vigna e di vinificazioni essenziali.

Florian non rincorre uno stile imposto: osserva, testa, accetta la possibilità dell’errore e riparte da ciò che la natura gli concede. Questo atteggiamento rende ogni cuvée un racconto indipendente, ma sempre riconducibile a un filo conduttore: il desiderio di restituire autenticità.

In un territorio che ha fatto della parola Champagne un simbolo universale, la maison Gonde’-Rousseaux dimostra che c’è ancora spazio per vini che non inseguono l’omologazione, ma raccontano con precisione il legame tra uomo, terroir e tempo. Non un epilogo, ma un invito a leggere la Champagne nella sua forma più viva e concreta.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Le Vigne di Marco: l’anima dei Colli Euganei

Le Vigne di Marco: l’anima dei Colli Euganei

Le Vigne di Marco: Settembre è il mese in cui le vigne mostrano tutto il frutto del lavoro di un anno intero e l’aria si riempie dei profumi inconfondibili dell’uva matura. 

Nei Colli Euganei, un territorio che da sempre custodisce una tradizione vitivinicola profondamente radicata, questo periodo assume un significato ancora più intenso. È in questo contesto che si trova Le Vigne di Marco, una cantina che ha fatto della continuità familiare e dell’artigianalità radicale il proprio tratto distintivo, raccontando attraverso ogni bottiglia l’essenza autentica di queste colline.

Colli Euganei: un terroir storico e prezioso

I Colli Euganei, con i loro suoli vulcanici e la straordinaria varietà di esposizioni, rappresentano uno dei patrimoni vitivinicoli più ricchi e affascinanti del Veneto. La diversità geologica di quest’area, che alterna marne calcaree, argille e sedimenti vulcanici ricchi di minerali, conferisce ai vini una personalità unica: profondità, freschezza e complessità aromatica che si distinguono già al primo sorso. 

Settembre, con le sue giornate più fresche e le escursioni termiche tra il giorno e la notte, diventa il mese cruciale per raggiungere la piena maturazione delle uve. Ogni decisione presa in questo momento – dal momento esatto della raccolta, che può cambiare di ora in ora, alla selezione manuale dei grappoli migliori – diventa determinante per la qualità finale del vino, esprimendo in modo chiaro l’identità del terroir.

La storia di Le Vigne di Marco: passione e manualità

La storia di Le Vigne di Marco affonda le sue radici nel 1960, quando il nonno Sante iniziò a produrre vino animato da una passione che ancora oggi guida ogni scelta dell’azienda. Marco, che da bambino passava ore al fianco del nonno osservandone i gesti e imparando la pazienza della vigna, ha ereditato quella stessa dedizione. 

Oggi, insieme alla moglie Valentina, porta avanti una realtà che si sviluppa su 4,5 ettari di vigneti situati sul versante meridionale dei Colli Euganei. La filosofia è tanto semplice quanto rigorosa: mantenere un equilibrio tra tradizione e innovazione, dare valore a ogni dettaglio e rispettare profondamente la terra che ospita le viti. 

Non a caso, il motto aziendale è “vini manuali”, un concetto che trova un simbolo potente nel logo della cantina – una mano stilizzata che racconta di lavoro quotidiano, di fatica, di artigianalità vera che si riflette in ogni fase del processo produttivo.

Vini che raccontano il territorio

Le Vigne di Marco non aspira a vini omologati o privi di personalità. Al contrario, ogni bottiglia nasce per raccontare le sfumature del terroir e delle stagioni, rispettandone le diversità e accettandone le imperfezioni come parte integrante della sua identità. 

Ogni annata porta con sé variazioni sottili, rese diverse e caratteristiche aromatiche che rendono i vini autentici, vivi, capaci di sorprendere chi li assaggia. I vitigni tipici dei Colli Euganei – dai rossi più intensi e strutturati ai bianchi freschi e minerali – sono coltivati con pratiche sostenibili e con una manualità che oggi rappresenta un valore prezioso e raro. 

È questa attenzione al dettaglio a permettere ai vini di esprimere tutto il carattere di un territorio che non si lascia addomesticare, ma che regala esperienze sensoriali uniche.

Le Vigne di Marco: l’anima dei Colli Euganei

Altissimo
IGT Moscato Veneto
60% moscato bianco 40% moscato giallo

Composto al 60% da moscato bianco e al 40% da moscato giallo, Altissimo nasce da vigne di circa 40 anni situate a 350 metri di altitudine su suoli marnoso-calcarei esposti a sud. La fermentazione, rigorosamente spontanea, avviene in vasche di cemento con macerazione sulle bucce per circa 12 giorni. Dopo un affinamento di 9 mesi in cemento e ulteriori 18 mesi in bottiglia, il vino è pronto per esprimere tutto il suo carattere. Si tratta di un moscato secco, immediato e scorrevole, che al naso sprigiona un intenso bouquet floreale arricchito da sfumature di tè. In bocca si presenta lineare, deciso e con una sorprendente verticalità.

Kumara
100% merlot

Kumara è un Merlot in purezza che unisce eleganza e versatilità. Le uve, coltivate su terreni dove marna calcarea e trachite si intrecciano, vengono raccolte manualmente e sottoposte a una breve macerazione di 12 ore. Segue la torchia manuale e la separazione dalle bucce, prima che la fermentazione spontanea abbia luogo. L’affinamento avviene principalmente in vasche di cemento, mentre una piccola parte del vino riposa in botti usate per acquisire complessità aromatica e struttura senza perdere freschezza.

Le Vigne di Marco: l’anima dei Colli Euganei
Le Vigne di Marco: l’anima dei Colli Euganei

Margherita
IGT Raboso Veneto 100% raboso veronese

Questo Raboso veronese in purezza prende il nome dalla piccola Margherita, figlia di Marco, e come lei possiede un carattere vivace e autentico. Le vigne, con un’età media di 20 anni, crescono su profondi suoli argillosi di pianura con esposizione a sud. La prima fermentazione, condotta in bianco in vasche di cemento, precede l’imbottigliamento del vino base con un residuo zuccherino naturale che attiva la rifermentazione in bottiglia secondo il metodo ancestrale. Nessun zucchero o mosto esterno viene aggiunto, permettendo così di ottenere un vino diretto, sincero e dal profilo schietto.

Un settembre da vivere calice alla mano

In un periodo in cui le vigne sono in fermento e l’attività nelle cantine raggiunge il suo apice, Le Vigne di Marco incarna perfettamente lo spirito di Settembre: un mese che chiude un ciclo vegetativo e ne apre uno nuovo, fatto di attesa e di cura per il vino che sta nascendo. 

I loro vini, dal carattere deciso e in continua evoluzione, rappresentano un invito a scoprire il territorio dei Colli Euganei con lentezza e curiosità, un calice alla mano e la voglia di immergersi nelle storie che queste colline sanno raccontare. Perché dietro ogni bottiglia c’è il lavoro di chi conosce intimamente la propria terra e la interpreta con rispetto, trasformando l’uva in emozioni da condividere.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Nabù: Bollicine Ribelli e Rosati d’Altura

Nabù: Bollicine Ribelli e Rosati d’Altura

Nabù: Agosto è il cuore pulsante dell’estate, il mese in cui la luce sembra non spegnersi mai e ogni occasione è buona per ritrovarsi attorno a una tavola imbandita o per stappare qualcosa di speciale al tramonto. È il momento ideale per sperimentare vini che sappiano esprimere freschezza e carattere, e Nabù – piccola cantina di Casteggio (PV) – sembra nata proprio per interpretare questa esigenza.

Con la sua produzione mirata e la capacità di uscire dagli schemi, Nabù propone due etichette che non solo sanno conquistare al primo sorso, ma rappresentano anche una vera dichiarazione d’intenti: un Metodo Classico e un rosato che parlano la lingua dell’estate senza scendere a compromessi.

Oltrepò Pavese: la culla di un patrimonio enologico

L’Oltrepò Pavese, conosciuto anche come “Vecchio Piemonte”, è una delle aree vitivinicole più affascinanti e complesse del nostro Paese. Situato in Lombardia ma incastonato tra Emilia, Piemonte e Liguria, il territorio si estende su 16.000 ettari di vigneti che rappresentano un mosaico straordinario di varietà e terroir. Qui la Croatina (4.000 ettari) e la Barbera (3.000 ettari) convivono con vitigni nobili come Pinot Nero, Riesling e Moscato, ognuno esprimendo sfumature differenti a seconda delle esposizioni e dei suoli. 

Questo ventaglio di possibilità ha reso l’Oltrepò un laboratorio ideale per la spumantizzazione Metodo Classico, tanto che oggi le sue bollicine competono senza timore con quelle delle più blasonate regioni europee. Ma non solo spumanti: i vini fermi dell’Oltrepò raccontano la stessa cura e lo stesso rigore tecnico, con una profondità che li rende riconoscibili agli esperti e sorprendenti per chi li scopre per la prima volta.

Nabù: la precisione artigianale che non teme l’originalità

In mezzo a queste colline che salgono fino a 450 metri d’altitudine, tra Montalto Pavese e Pietra de’ Giorgi, prende vita Nabù, una cantina a conduzione familiare che fa della selezione estrema e della ricerca dell’equilibrio i suoi punti di forza. 

Le vigne, alcune delle quali superano i cinquant’anni, affondano le radici in terreni prevalentemente sabbiosi che regalano concentrazione aromatica e longevità ai vini. La filosofia della cantina è chiara: lavorare con rigore tecnico senza perdere la voglia di sperimentare. 

Da questa visione nascono due etichette che rappresentano perfettamente la dualità di Nabù. Rosato Celeste è un Metodo Classico ottenuto da barbera e croatina, varietà solitamente poco utilizzate per gli spumanti ma qui protagoniste di una bollicina dal profilo elegante e sorprendente. Marachella, invece, è un rosato fresco e diretto che cattura la parte più leggera e spensierata dell’estate, con note fruttate e una piacevolezza immediata. Entrambi i vini hanno una versatilità tale da renderli perfetti per un aperitivo al tramonto, ma non temono di accompagnare piatti strutturati e abbinamenti più audaci.

La selezione di Luglio

Nabù: Bollicine Ribelli e Rosati d’Altura

Rosato Celeste
50% barbera 50% croatina

Spumante Metodo Classico nato da un abbinamento tanto coraggioso quanto originale: barbera e croatina, varietà che raramente vengono scelte per questa tipologia di vinificazione. Le vigne conferiscono al vino complessità ed eleganza, mentre la doppia vendemmia – effettuata in momenti distinti – regala profondità aromatica e grande equilibrio. Al naso si riconoscono nuance di frutta rossa che si intrecciano a una freschezza vibrante e a una mineralità di rara precisione. La maturazione di 12 mesi sui lieviti e un dosaggio di 6 g/l completano il profilo di un Metodo Classico dallo stile unico.

Marachella
barbera, croatina

Le uve vengono raccolte separatamente e sottoposte a pressatura soffice con contatto sulle bucce, ottenendo rese complessive del 50% e un affinamento in vasche di cemento. Il risultato è un rosato dal bouquet complesso e vivace, sostenuto da un’acidità nitida che dona energia e tensione al sorso. Al palato si esprime con immediatezza, grande bevibilità e una piacevole vena giocosa che lo rende perfetto per ogni momento dell’estate.

Nabù: Bollicine Ribelli e Rosati d’Altura

Agosto non aspetta: il momento di alzare l’asticella

In un mese in cui la ricerca del vino giusto diventa quasi un rituale estivo, Nabù dimostra che è possibile coniugare tecnicità, territorialità e un pizzico di irriverenza. Non si tratta semplicemente di “scoprire l’Oltrepò Pavese”, ma di accettare la sfida di uscire dalla propria comfort zone. Rosato Celeste e Marachella sono due inviti chiari a ripensare il modo in cui viviamo l’estate: con la curiosità di chi non si accontenta, con la voglia di alzare l’asticella della qualità e con la consapevolezza che dietro ogni bottiglia c’è un terroir che vale la pena conoscere a fondo….

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Progetto Eméa: la giovane firma artigianale di Gralò

Progetto Eméa. Il sole sembra rallentare ogni movimento e la luce avvolge dolcemente i paesaggi: cresce il desiderio di qualcosa che sappia di semplicità autentica e genuina freschezza. È il tempo ideale per scoprire vini che sono frutto di mani giovani, menti visionarie e cuori innamorati del proprio territorio.

In questa atmosfera di giorni lunghi e ritmi rallentati, incontriamo Eméa, un progetto che respira l’essenza più autentica e artigianale della Franciacorta, portando in ogni calice una storia giovane, intensa e straordinariamente curata.

Il nome “Eméa” nasce da un gioco di lettere ispirato al motto “Let the moment sparkle”: un invito a vivere ogni istante con intensità e luce propria, proprio come le bollicine che salgono leggere nel calice.

Gralò: un sogno diventato vino grazie al Progetto Eméa

Gralò nasce nel 2016 dall’entusiasmo e dalla passione condivisa di due giovani, Graziana e Lorenzo, legati dalla vita e da un sogno comune: creare vini che fossero esperienze sensoriali e autentiche espressioni territoriali. Con determinazione e cura maniacale per i dettagli, scelgono 4 ettari nelle colline moreniche della Franciacorta, territorio noto nel mondo per la sua innata vocazione vinicola.

Qui i vitigni di Chardonnay, varietà nobili, diventano protagoniste del Progetto Eméa nel 2022. La filosofia di Gralò è chiara: equilibrio con la natura, sostenibilità concreta e rispetto per ogni fase del processo produttivo. Una visione artigianale che punta sull’autenticità e sulla valorizzazione della qualità intrinseca del territorio.

Ogni vendemmia, ogni bottiglia, sono figlie della cura nei dettagli, dalla selezione manuale delle uve fino alle tecniche di vinificazione che preservano ed esaltano le caratteristiche peculiari del terroir.

Franciacorta: il territorio che parla di finezza

La Franciacorta non è semplicemente un territorio, è un’identità ben precisa, fatta di colline moreniche originate dal ritiro dei ghiacciai, che hanno lasciato in eredità terreni ricchi di minerali e ciottoli. Questa composizione geologica conferisce ai vini caratteristiche uniche di mineralità, freschezza e struttura. Il clima, mitigato dal vicino Lago d’Iseo e dalle Alpi che fungono da barriera naturale, regala escursioni termiche ideali per la maturazione ottimale delle uve, specialmente per Chardonnay e Pinot Nero, che qui trovano il loro ambiente ideale per esprimersi al meglio.

La zona della Franciacorta, riconosciuta a livello internazionale per il Metodo Classico italiano, presenta un disciplinare rigoroso che tutela qualità e autenticità dei prodotti. Proprio in questo scenario, Eméa valorizza le caratteristiche del territorio attraverso tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale e una vinificazione attenta che esalta la purezza espressiva dello Chardonnay. 

Nei suoi vini Extra Brut e Satèn, Eméa cattura perfettamente il carattere distintivo della Franciacorta: finezza, eleganza aromatica, bollicine sottili e persistenti e una piacevole mineralità che rende ogni degustazione un’esperienza raffinata e memorabile.

Progetto Eméa: la selezione di Luglio

Per questo mese proponiamo una selezione che racconta tutta la raffinatezza del progetto Eméa. Due Franciacorta d’eccellenza e un Metodo Classico ciascuno con un’identità distinta: il Metodo Classico “Con Grazia”, complesso e ricco; un Franciacorta Extra Brut, fresco ed equilibrato; e il Franciacorta Satèn, elegante e vellutato.

Eméa Metodo Classico – Con Grazia

100% Chardonnay

È un Metodo Classico realizzato esclusivamente con Chardonnay proveniente da quattro annate differenti. Le uve vengono raccolte manualmente, pressate delicatamente e il mosto ottenuto è selezionato accuratamente per esaltarne l’eleganza. Nel calice, il vino appare di un luminoso giallo paglierino con sfumature dorate e un perlage fine. Al naso emergono aromi intensi di miele, frutti maturi e lievi note burrose. Il gusto è pieno e sapido, con un finale lungo e ricco di profumi. Questo vino rappresenta in modo armonico la fusione di più annate, con una maturazione di 70 mesi sui lieviti e nessun dosaggio aggiunto.

Eméa Franciacorta Extra Brut

100% Chardonnay

Un Franciacorta caratterizzato da un colore giallo paglierino luminoso con riflessi verdi e un perlage persistente e delicato. I profumi richiamano immediatamente frutta fresca a polpa gialla, con note aromatiche fragranti e pulite. In bocca si presenta equilibrato, fresco e sapido, con una struttura decisa ma piacevole. Il finale è lungo, coerente ed elegante. Affina sui lieviti per 24 mesi, con un dosaggio finale di 4 grammi per litro.

Eméa Franciacorta Satèn

100% Chardonnay

Questo Satèn Brut si presenta con un luminoso colore giallo paglierino e un perlage estremamente fine e persistente. Al naso sprigiona aromi delicati di agrumi, fiori bianchi e una sfumatura dolce di miele. Al palato risulta morbido, cremoso e ben equilibrato, con una freschezza che sostiene perfettamente la sua struttura delicata. Il finale è armonioso e persistente, esaltando la tipica eleganza del Satèn. Affinamento sui lieviti per 24 mesi e dosaggio finale di 4 grammi per litro.

Un invito a riscoprire la bellezza del dettaglio

Scegliere Eméa significa scegliere vini che raccontano storie vere, fatte di dettagli curati e mani giovani, di impegno artigianale e rispetto assoluto per la natura. Non è solo bere un calice, è riscoprire la bellezza di ciò che nasce lentamente, attentamente, nel pieno rispetto del tempo e delle stagioni. È un invito a godere dell’autenticità pura, lontana dai clamori e vicina alla terra. Eméa è il vino per chi sa apprezzare la cura, la pazienza e la semplicità di un gesto ben fatto, un’esperienza che ci riporta alla vera essenza del piacere e della convivialità.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

In Apnea: un tuffo nelle acque del Lago di Como

Apnea. Con l’estate alle porte e il caldo che reclama attenzione, si fa strada un desiderio profondo di freschezza, di quiete, di pause sospese in cui ritrovare se stessi.

Giugno è quel mese in cui la luce sembra non voler tramontare mai… In queste giornate di sole ardente e voglia di evadere dalla frenesia, il Lago di Como custodisce un segreto silenzioso e affascinante: bottiglie di vino adagiate nelle sue profondità, affidate al tempo lento delle sue correnti. È qui, nelle acque calme e scure del lago, che si affina Apnea, un vino che sceglie di respirare diversamente.

Ca' di Frara: un secolo di passione e tradizione

La storia di Ca’ di Frara inizia nel 1905, quando Giovanni Bellani, spinto da una visione chiara e coraggiosa, acquistò alcuni appezzamenti di terreno particolarmente vocati alla viticoltura nel comune di Mornico Losana, nella frazione di Casa Ferrari – conosciuta localmente come Ca’ di Frara. Un nome che, nel tempo, è diventato sinonimo di eccellenza enologica e dedizione assoluta alla terra.

Con il passare degli anni, l’azienda ha ampliato il proprio patrimonio viticolo includendo vigneti nel vicino comune di Oliva Gessi, creando così una vera e propria oasi protetta. Le colline disegnano un anfiteatro naturale che ripara le viti dai venti più intensi, regalando un microclima straordinario: inverni miti, estati calde ma ventilate. È in questo equilibrio perfetto tra geografia, clima e know-how tramandato da generazioni che nascono i vini firmati Ca’ di Frara.

Con oltre 110 anni di esperienza alle spalle, l’azienda continua a innovare senza mai tradire la propria identità. L’espressione più audace di questa visione è la linea Apnea, un progetto che rilegge il metodo classico con uno spirito fuori dagli schemi.

Prodotti esclusivamente con Pinot Nero in purezza, sia nella versione Brut che Rosé, i vini Apnea affrontano un percorso di affinamento sorprendente: le bottiglie non sono semplicemente adagiate sul fondo del lago, ma ancorate ad esso in modo da rimanere sospese nelle acque profonde. Questo permette il cosiddetto remuage perpetuo, un movimento naturale e costante delle bottiglie favorito dalle correnti lacustri, trasformando la tecnica in poesia. Un approccio innovativo che unisce tradizione e intuizione, lasciando che sia la natura a guidare l’evoluzione del vino.

Remuage perpetuo: quando la natura diventa enologo

Nel metodo classico, il remuage è il passaggio essenziale per la chiarificazione del vino: le bottiglie vengono ruotate progressivamente, a mano o meccanicamente, per spostare i lieviti esausti verso il collo e prepararle alla sboccatura. 

Questo processo, che richiede precisione e costanza, è normalmente affidato alla sapienza di enologi esperti e all’utilizzo di apposite pupitres. Ma Ca’ di Frara ha scelto una strada completamente diversa, innovativa e coraggiosa, affidando questo delicato compito alle acque profonde del Lago di Como.

Nasce così il “remuage perpetuo”, un metodo naturale e sorprendentemente efficace dove le correnti lacustri, con movimenti delicati e costanti, svolgono il ruolo dell’uomo. 

Le bottiglie vengono adagiate sul fondo del lago, a 15 metri di profondità, dove la temperatura rimane stabile tutto l’anno tra gli 8° e i 12°C. In realtà, le bottiglie sono ancorate al fondo in modo da rimanere sospese nelle correnti naturali. Questo posizionamento permette un movimento costante e regolare che sostituisce il tradizionale remuage manuale. Qui, lentamente e con un ritmo quasi ipnotico, il vino evolve in maniera unica, mantenendo i lieviti in sospensione e garantendo una maturazione armoniosa, complessa e ricca di sfumature sottili che difficilmente si otterrebbero in superficie.

Selezione di Giugno: il vino che emerge dalle profondità

Apnea e Apnea Rosé sono vini che evocano l’essenza stessa del lago: freschi, intensi, carichi di una mineralità sottile che ricorda la pietra umida e il silenzio delle profondità. Sono vini perfetti da gustare quando la calura estiva invita a un sorso lento, contemplativo, magari al tramonto, quando la luce si riflette sull’acqua e tutto sembra fermarsi un istante.

Apnea
100% pinot nero

Apnea è l’essenza più pura del Pinot Nero, interpretata con precisione e profondità. Le uve vengono vinificate in bianco e avviate a un affinamento del tutto inusuale: le bottiglie riposano per 24 mesi nelle acque del Lago di Como, dove le correnti naturali generano un remuage perpetuo. Segue un periodo di tre mesi per la sedimentazione e almeno sei mesi di riposo post sboccatura. Un metodo classico fuori dagli schemi, pensato per chi cerca freschezza, struttura ed equilibrio in un’unica esperienza. La maturazione sui lieviti dura complessivamente 24 mesi, con un dosaggio finale di 3 grammi per litro.

Apnea Rosé
100% pinot nero

Apnea Rosé nasce da un’attenta selezione di Pinot Nero vinificato in parte in bianco e in parte in rosato, dando vita a un assemblaggio equilibrato e contemporaneo. Anche in questo caso, le bottiglie vengono immerse nel Lago di Como per 24 mesi, dove le correnti sostituiscono il remuage tradizionale con un movimento costante e naturale. Dopo l’affinamento subacqueo, il vino riposa ulteriori tre mesi per la sedimentazione e almeno sei mesi post sboccatura. Un rosé dal carattere distintivo, che unisce eleganza e bevibilità con uno stile unico e sorprendente. La maturazione sui lieviti dura complessivamente 24 mesi, con un dosaggio finale di 3 grammi per litro.

Un sorso oltre la superficie

In un mondo che corre veloce, Apnea si muove in un tempo diverso, quello dell’attesa, del silenzio e della profondità. È immergersi in un racconto fatto di acque lente, di correnti gentili e di pazienza assoluta. È il vino di chi sa ascoltare e osservare, di chi desidera connettersi con la natura nel modo più autentico possibile.

Apnea è il risultato di una scommessa audace, quella di rallentare, di abbandonare le consuete regole e fidarsi del ritmo placido del lago. In ogni sorso si percepiscono la cura, l’innovazione e la dedizione che hanno trasformato un’idea visionaria in realtà. È un vino che non cerca di stupire con la forza, ma che racconta con semplicità un viaggio incredibile sotto il pelo dell’acqua. Apnea, in fondo, non è soltanto un vino: è un invito a esplorare, a fermarsi, a godere dell’essenza stessa del tempo sospeso.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Vini Fioriti: il profumo della primavera in un bicchiere

Vini Fioriti: il profumo della primavera in un bicchiere

Vini fioriti: con l’arrivo della primavera, il vino torna a dialogare in modo più diretto con l’olfatto. I mesi più miti coincidono con una naturale predisposizione del corpo – e della mente – a percepire profumi leggeri, freschi, eterei. In questo contesto sensoriale si inserisce perfettamente una specifica categoria enologica: quella dei vini fioriti, vini caratterizzati da una marcata presenza di note floreali al naso, in grado di evocare fiori freschi, secchi o essiccati con una precisione talvolta sorprendente.

Tuttavia, al di là del fascino evocativo, il termine “fiorito” non è solo una licenza poetica: è un’indicazione tecnica, legata alla presenza di specifici composti aromatici – principalmente terpeni – che si formano nel corso del ciclo di vita dell’uva o durante la fermentazione.

I vini fioriti: definizione e caratteristiche

Nel linguaggio della degustazione, la parola “fiorito” indica una famiglia olfattiva ben precisa, distinta dalle più comuni note fruttate, speziate o boisée. Tuttavia, l’etichetta di “vino fiorito” non si applica indiscriminatamente a tutti i vini che mostrano un vago sentore floreale. Si parla di vino fiorito quando il bouquet aromatico è dominato da profumi che ricordano specificamente i fiori, in modo chiaro, riconoscibile e persistente.

Tali caratteristiche non dipendono da un solo fattore, ma dalla combinazione tra vitigno, terroir e stile enologico. Si tratta di una precisa identità sensoriale che può manifestarsi sia in vitigni aromatici, sia in varietà più neutre, a patto che le condizioni ambientali e le scelte di cantina ne favoriscano lo sviluppo. I vini fioriti, pertanto, non sono una nicchia estetica: rappresentano un’interessante espressione del vino come prodotto culturale, in grado di veicolare eleganza e leggerezza con profondità.

Dal punto di vista sensoriale, i vini fioriti sono:

  • aromaticamente nitidi, con sentori immediatamente riconoscibili;
  • leggeri nella struttura, ma spesso con buona acidità e finezza;
  • trasversali: possono essere bianchi, rosati e anche alcuni rossi giovani;
  • versatili negli abbinamenti, soprattutto con piatti delicati, primaverili, o speziati a base vegetale.

La chimica del profumo: da dove arrivano gli aromi floreali?

L’aromaticità di un vino non è un elemento decorativo, ma un aspetto fondante della sua identità sensoriale. In particolare, le note floreali derivano da precisi composti chimici, in larga parte appartenenti alla famiglia dei terpeni. La presenza, la quantità e l’intensità di queste molecole aromatiche dipendono da una complessa interazione tra genetica della vite, fattori ambientali e processi microbiologici durante la vinificazione.

È importante sottolineare che questi aromi non vengono aggiunti né sono frutto di manipolazioni esterne. Al contrario, sono contenuti all’interno dell’uva stessa sotto forma di precursori aromatici, spesso legati a zuccheri e inattivi a livello olfattivo. Solo durante la fermentazione, e grazie all’azione dei lieviti, queste molecole vengono rilasciate, rendendo percepibili i profumi caratteristici. I principali responsabili delle note floreali sono:

  • Linalolo, che richiama lavanda, arancia e bergamotto;
  • Geraniolo, associato alla rosa e al geranio;
  • Citronellolo, che evoca sentori di rosa e agrumi;
  • Nerolo, con richiami a fiori d’arancio e freschezza erbacea.

A questi si aggiungono altri composti volatili – alcoli superiori, esteri, aldeidi – che possono contribuire al profilo floreale, in particolare in fase fermentativa o durante l’affinamento sui lieviti.

Vini fioriti: i principali fiori nel bicchiere

Le note floreali non sono tutte uguali: ciascun fiore porta con sé una specifica identità olfattiva, riconoscibile a livello sensoriale e legata a precise varietà o condizioni di vinificazione. Riconoscere questi sentori significa sviluppare un lessico olfattivo più ricco, ma anche comprendere meglio l’origine territoriale e stilistica del vino. Di seguito, alcuni dei fiori più rappresentativi e ricorrenti nella degustazione enologica:


Violetta

Delicata ma incisiva, la violetta è una nota tipica di alcuni rossi eleganti, in particolare Nebbiolo, Syrah e Pinot Nero coltivati in climi freschi. È una fragranza sottile, che si manifesta spesso in annate giovani, e può derivare dalla sinergia tra antociani, pirazine e precursori fenolici.


Rosa canina

Una delle espressioni più riconoscibili tra i vitigni aromatici. Presente soprattutto in Gewürztraminer, Moscato e Brachetto, la rosa canina è associata al geraniolo, terpene che conferisce una dolcezza olfattiva elegante, mai invasiva, spesso arricchita da sfumature balsamiche o vegetali.


Fiori bianchi

Ampia categoria che comprende acacia, gelsomino, zagara e camomilla. Tipica di numerosi bianchi giovani e freschi – Sauvignon Blanc, Vermentino, Albariño, Chenin Blanc – segnala uno stile orientato alla fragranza, alla pulizia aromatica e alla giovinezza espressiva.


Biancospino

Meno immediato ma estremamente raffinato, il biancospino compare in vini di altitudine o di climi temperati, come Gavi, Soave, Kerner, Sylvaner. È una nota di fondo, talvolta “gessosa”, che si accompagna bene a profili minerali e acidità marcata, conferendo profondità e persistenza.

La nostra selezione di Maggio

Vini Fioriti: il profumo della primavera in un bicchiere

Langhe Rosato Le Macaline DOC | Ciabot Berton

100% nebbiolo

Le vigne, con un’età media di circa 20 anni, sorgono su suoli calcareo-sabbiosi nella zona di La Morra. Dopo una pressatura soffice, il mosto rimane brevemente a contatto con le bucce prima di una decantazione statica e fermentazione controllata a 18 °C. Il colore è un cerasuolo tenue. Il profilo olfattivo si apre su piccoli frutti rossi (fragola, lampone, ribes), accompagnati da marcate note floreali di rosa canina e viola. Al palato, equilibrio tra freschezza e morbidezza, con una buona struttura e una chiara impronta sapida. Produzione limitata: 4.000 bottiglie l’anno.

l’Andrea – Soave Classico DOC | Andrea Bolla

100% garganega

Dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, questo Soave fermenta e affina esclusivamente in acciaio, mantenendo un profilo puro ed essenziale. L’olfatto è verticale, dominato da una mineralità quasi vulcanica e da un bouquet di fiori bianchi e vegetali freschi. In bocca, il sorso è teso, salino, con una chiusura minerale e fresca. Maturazione in acciaio sui lieviti per almeno 6 mesi, seguita da 3 mesi di affinamento in bottiglia.

Vini Fioriti: il profumo della primavera in un bicchiere
Vini Fioriti: il profumo della primavera in un bicchiere

L’Apiro Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC | Cantine Mariotti

100% verdicchio

Vino dedicato all’omonimo borgo, prodotto con uve raccolte all’alba per preservare l’aromaticità tipica dei vecchi cloni di Verdicchio. Alla vista si presenta giallo paglierino. Al naso risulta pulito e austero, con sentori di biancospino, frutta a polpa bianca e accenti di vegetazione spontanea tipica dei vigneti collinari. In bocca emergono note minerali e un finale delicatamente ammandorlato, coerente con la tipicità del vitigno.

Non solo primavera…

I vini fioriti non sono legati esclusivamente alla stagione primaverile, ma questa ne rappresenta senza dubbio il momento più evocativo. Si tratta di vini che richiedono attenzione, un naso allenato e un certo grado di sensibilità degustativa. Offrono molto a chi sa coglierne le sfumature e rappresentano una delle espressioni più sottili, ma affascinanti, del vasto panorama enologico…

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Champagne Rosé: due bottiglie per innamorarvi

Champagne Rosé: due bottiglie per innamorarvi

Febbraio è il mese dell’amore, un periodo in cui ogni gesto sembra più significativo. San Valentino è l’occasione ideale per esprimere i sentimenti più profondi e celebrare il sentimento con un brindisi che parli di eleganza e affetto. E cosa c’è di più romantico che brindare con un raffinato champagne rosé, il vino che con il suo colore rosato evoca tenerezza e raffinatezza, accompagnando ogni momento di condivisione con una dolcezza unica?

Il rosé, con il suo fascino senza tempo, ci ha ispirato nella scelta della nostra selezione di Febbraio: in questo articolo vi guideremo alla scoperta di due straordinari prodotti, che rappresentano l’eccellenza delle maison di Champagne.

Champagne Rosé: il fascino di un’arte senza tempo

Lo champagne rosé si distingue per il suo processo di vinificazione e le sue caratteristiche uniche. La sua produzione avviene principalmente con due tecniche: l’assemblaggio e il salasso (“saignée”). Nel primo caso, si mescolano vino bianco e una piccola quantità di vino rosso. Questo processo permette di ottenere il colore rosato e arricchire il profilo aromatico con note di frutta rossa tipiche del Pinot Noir o Pinot Meunier. Nel salasso (“saignée”), invece, il mosto rimane a contatto con le bucce per 2-3 giorni: in questo modo si estraggono il colore e gli aromi senza compromettere la freschezza del vino.

Dal punto di vista organolettico, lo champagne rosé si caratterizza per una spiccata freschezza e una piacevole vivacità, con note fruttate che spaziano dai frutti rossi (come fragola e lampone) a delicate sfumature agrumate e floreali. La struttura di questo vino è equilibrata, grazie alla combinazione tra acidità e la morbidezza data dalla maturazione sui lieviti. A seconda del dosaggio (quantità di zucchero aggiunto dopo la fermentazione), lo champagne rosé può essere più o meno dolce, ma solitamente si predilige una versione Brut, che esprime meglio la sua freschezza e complessità.

Il periodo di affinamento sui lieviti è un altro elemento distintivo del rosé: le cuvée di qualità, infatti, possono maturare anche per più di 24 mesi, acquisendo così una maggiore complessità e profondità. Durante questo periodo, il contatto con le fecce aiuta a sviluppare aromi più ricchi e una texture setosa al palato, che dona al vino una lunghezza e una persistenza superiore. Il risultato finale è un champagne rosé capace di offrire un’esperienza sensoriale completa, dove la freschezza iniziale lascia spazio a una delicata evoluzione di aromi e sapori nel corso della degustazione.

Le maison che firmano l’eccellenza

Huguenot-Tassin – Tradizione e rispetto per la natura

A Celles-sur-Ource, nel cuore della Côte des Bar, la maison Huguenot-Tassin incarna il perfetto equilibrio tra tradizione familiare e innovazione. Fondata nel 1984, la proprietà di circa 7 ettari è gestita oggi da Edouard Huguenot, giovane talento che ha portato un tocco di modernità alle tecniche di vinificazione, sempre rispettando i ritmi della natura. Le vigne, coltivate secondo metodi biologici e biodinamici, donano vini ricchi di carattere, in cui il rispetto per il pianeta si sposa con la ricerca del piacere autentico.

Désautels-Cuiret – Eleganza e passione dal Grand Cru

Nata nel 1992 ad Oger, villaggio Grand Cru nella prestigiosa Côte des Blancs, la maison Désautels-Cuiret è sinonimo di eleganza e precisione. La famiglia, giunta ormai alla seconda generazione con Christophe e Romain, lavora i propri 5 ettari di vigneti con una filosofia che punta alla sostenibilità e alla valorizzazione del terroir. Il risultato sono champagne di rara finezza, capaci di raccontare il fascino della tradizione attraverso un sorso che rimane nel cuore.

Due bottiglie Champagne Rosé per celebrare l’amore: la nostra selezione di Febbraio

Champagne Rosé: due bottiglie per innamorarvi

Rosé Brut Grand Cru

90% chardonnay 10% pinot noir

Un blend che unisce il meglio di due terroir d’eccellenza: lo chardonnay Grand Cru di Oger, con la sua freschezza e raffinatezza, e il pinot noir Grand Cru di Ay, vinificato in rosso per regalare note di frutta matura e spezie. Questo champagne è un’esplosione di freschezza e golosità, con sentori agrumati che avvolgono il palato. La fermentazione malo-lattica naturale e una maturazione di almeno 24 mesi su fecce ne esaltano la complessità. Il dosaggio equilibrato di 8 g/l lo rende perfetto per brindisi ricchi di emozioni.

Les Fioles Rosées
95% pinot noir 5% chardonnay

Un rosé di macerazione che esprime la massima autenticità. Prodotto da una sola parcella e una sola annata, questo vino racconta la specificità del terroir e dell’annata con una personalità unica. Vinificato secondo l’antica tecnica del saignée, prevede una breve macerazione di 2-3 giorni che dona colore e intensità. Il risultato è un rosé complesso, strutturato e avvolgente, con aromi fruttati che conquistano fin dal primo sorso. La maturazione su fecce completa il profilo di questo champagne straordinario.

Champagne Rosé: due bottiglie per innamorarvi

Concludi il tuo San Valentino con un brindisi al cuore

Scegliere uno champagne rosé per San Valentino significa optare per una bevanda che racchiude in sé storia, tradizione e una straordinaria maestria artigianale. 

Il Rosé Brut Grand Cru e Les Fioles Rosées sono esempi perfetti di come l’eccellenza nella produzione di champagne possa tradursi in un’esperienza sensoriale. Sorseggiando queste cuvée straordinarie, il vostro San Valentino diventerà molto più di una semplice ricorrenza: sarà un’occasione per vivere ogni dettaglio con intensità, per celebrare l’amore con un vino che sa emozionare, che avvolge il palato e che, in ogni bollicina, porta con sé il piacere di un’esperienza senza tempo.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Whisky e cocktail caldi: l’antidoto alla tristezza

Whisky e cocktail caldi: l'antidoto alla tristezza

Whisky e cocktail caldi: il mese di gennaio porta con sé un mix di emozioni contrastanti… le festività natalizie sono un ricordo ormai lontano, le giornate sono ancora corte, e il freddo invernale sembra non voler concedere tregua. La primavera è un miraggio distante e, per molti, il rientro alla routine quotidiana può amplificare una sensazione di malinconia. Quale migliore antidoto a questa atmosfera se non un momento di calore, convivialità e piacere? 

Un bicchiere di whisky o un cocktail caldo a base di whisky possono trasformare un gelido pomeriggio in un’esperienza avvolgente, perfetta per riscoprire il piacere delle piccole cose. Dopo tutto, Bereepassione non è solo vino, ma anche la celebrazione di distillati d’eccellenza come il whisky, in grado di scaldare corpo e spirito.

Whisky: origini e fascino senza tempo

Il whisky è un distillato ottenuto dalla fermentazione e dalla successiva distillazione di cereali, come orzo, mais, segale o grano, spesso invecchiato in botti di legno per sviluppare aromi e sapori complessi. Le sue origini risalgono a tempi antichi, quando la popolazione vichingo-gaelica, insediata nelle terre della Scozia occidentale e lungo il Mare d’Irlanda intorno al 500 d.C., iniziò a sperimentare la distillazione di cereali fermentati. Furono poi i monaci cristiani a perfezionare questa tecnica, distillando un prodotto che chiamarono “uisge beatha”, il cui nome gaelico significa “acqua della vita”.

Il malto, in particolare, è uno degli ingredienti fondamentali nella produzione del whisky, in particolare del Single Malt Scotch Whisky. Si ottiene dalla germinazione controllata dei chicchi d’orzo, un processo che li trasforma in un materiale ricco di zuccheri fermentabili. Dopo la germinazione, l’orzo maltato viene essiccato, spesso utilizzando fuochi alimentati da torba, il che può conferire al whisky il caratteristico aroma affumicato.

Il malto non solo apporta zuccheri essenziali per la fermentazione, ma contribuisce anche a definire il profilo aromatico e il corpo del distillato, rendendolo più complesso e strutturato. Nei whisky di qualità, come i Single Malt, il malto è l’unico cereale utilizzato.

Cocktail caldi a base di Whisky: comfort e creatività

Quando le temperature si abbassano e il freddo avvolge le giornate, non c’è niente di meglio di un cocktail caldo a base di whisky per riscaldarsi e ritrovare il buonumore. Questo distillato, con la sua versatilità e il suo carattere avvolgente, è l’ingrediente ideale per creare bevande aromatiche e confortevoli, perfette per coccolarsi davanti al camino o per condividere un momento speciale con amici e famiglia.

Grazie alla sua complessità e alle sue sfumature di gusto, il whisky si presta a un’ampia varietà di preparazioni, dalle più classiche alle più creative. Ecco alcune idee per sperimentare e lasciarsi conquistare:

Non resta che mettersi comodi, preparare il proprio cocktail preferito e lasciarsi avvolgere dalla magia di questa stagione.

Domaine de Lasdoux: Dove la Tradizione Diventa Arte

Tra le dolci colline di Angeac Charente, nel cuore pulsante della regione francese di Cognac, sorge il Domaine de Lasdoux, un luogo dove la tradizione secolare si intreccia con l’arte raffinata della distillazione. Da oltre tre secoli, questa straordinaria tenuta è custodita dalla famiglia Lhéraud, che dal 1680 ha trasformato il Domaine in un simbolo di eccellenza e savoir-faire artigianale. Ogni generazione ha saputo tramandare con passione e rispetto un’eredità preziosa, fatta di maestria e profondo legame con il terroir.

Il cuore della produzione è l’Ugni Blanc, un vitigno considerato ideale per ottenere distillati di altissima qualità. Coltivato con cura e trasformato con tecniche sapienti, dà vita a liquori dalla purezza e dal carattere inconfondibili. Questo processo si completa nell’iconica cantina “Paradis”, un luogo intriso di storia e spiritualità, costruito in epoca medievale per accogliere i pellegrini in cammino verso il santuario di Santiago de Compostela. Qui, il tempo sembra rallentare, mentre il legno delle botti e l’aria della Charente lavorano in armonia per regalare al distillato sfumature complesse e uniche.

Se il Cognac rimane il gioiello per eccellenza della famiglia Lhéraud, dal 1970 il Domaine ha ampliato il suo universo, dando vita anche al Pineau des Charentes, al Bas Armagnac – la più antica acquavite di Francia – e, più di recente, a un sorprendente whisky. Questo ultimo nato, che fonde tradizione e innovazione, rappresenta l’ambizione del Domaine di continuare a esplorare e innovare, restando fedele al proprio patrimonio di eccellenza.

La nostra selezione

Whisky e cocktail caldi: l'antidoto alla tristezza

Whisky Original Single Malt
100% malto francese

Un prodotto raffinato, frutto di un’attenta lavorazione in alambicchi tradizionali e di un processo meticoloso curato nei minimi dettagli. Per il suo affinamento, sono state scelte botti americane nuove con diverse tostature – media, alta e carbonizzata – per rispettare la tradizione, arricchendolo però di una personalità moderna e originale. Dopo quattro anni di maturazione nelle storiche cantine, questo distillato si rivela autentico e pieno di carattere. Al naso, emergono vivaci note di frutta gialla e accenti esotici, armonizzati da sentori di cereali e una lieve mineralità. In bocca, la struttura è avvolgente e ben bilanciata: il cioccolato fondente abbraccia i toni fruttati, creando un equilibrio sorprendente e affascinante.

L'arte della degustazione

Assaporato in purezza, per immergersi nelle sue sfumature più autentiche, o utilizzato come cuore di un cocktail ricercato, il whisky è un vero e proprio viaggio sensoriale. Il Domaine de Lasdoux, con il suo Whisky Original Single Malt, offre uno sguardo unico a questo prodotto: un distillato che racconta del proprio terroir, di tradizione e audacia artigianale, pronto a stupire anche gli intenditori più esperti.

E quando l’inverno si allunga, con il suo freddo che sembra senza fine, perché non trasformarlo in un’occasione per sperimentare? Il whisky non è solo una bevanda: è un invito a lasciarsi avvolgere, a esplorare e a reinventare il piacere.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Champagne: il Re dei Vini e delle Feste Natalizie

Champagne: il Re dei Vini e delle Feste

Non esiste un brindisi senza Champagne, il “re dei vini”. Questo straordinario spumante, simbolo di eleganza e festa, accompagna da secoli i momenti più importanti della nostra vita. Niente incarna meglio lo spirito delle festività natalizie e del Capodanno di un calice di Champagne, capace di trasformare un semplice gesto in un rituale di celebrazione. Con il suo perlage brillante e il suo sapore unico, lo Champagne è il protagonista indiscusso delle tavole imbandite e dei brindisi augurali.

La sua reputazione, costruita su secoli di tradizione e innovazione, è legata al suo terroir unico e al metodo di produzione rigoroso che ne garantisce la qualità straordinaria. Lo Champagne non è solo un vino: è un simbolo culturale che unisce raffinatezza e convivialità. Durante il periodo natalizio, la sua presenza sulle tavole assume un significato speciale, evocando un senso di unione, celebrazione e gioia condivisa. La magia dello Champagne risiede non solo nel suo gusto, ma anche nella sua capacità di trasformare un momento ordinario in uno straordinario, regalando emozioni uniche ad ogni sorso.

Un Terroir Unico: La Champagne

La Champagne, nel nord-est della Francia, è una regione che si distingue per un terroir straordinario e complesso, perfettamente adatto alla produzione di uno dei vini più pregiati al mondo. I suoli, dominati da gesso, marne e argilla, svolgono un ruolo fondamentale nella crescita delle viti, garantendo un drenaggio ottimale e riflettendo il calore del sole verso le piante. Questa combinazione di fattori favorisce una maturazione graduale delle uve, preservando la freschezza e l’acidità caratteristiche del vino.

Il clima della regione, fresco e relativamente instabile, aggiunge un ulteriore elemento distintivo. Le temperature moderate e la costante presenza di umidità permettono una lenta evoluzione dei grappoli, contribuendo a creare vini con un equilibrio perfetto tra complessità aromatica e vivacità. Questo clima unico richiede un’attenzione meticolosa da parte dei viticoltori, che adottano tecniche specifiche per proteggere le viti e garantire raccolti di alta qualità.

Nel 1941, il Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne (CIVC) introdusse una classificazione che definì ufficialmente i comuni Grand Cru e Premier Cru. Questo sistema, basato sulla qualità del terroir e delle uve, identificò 17 villaggi come Grand Cru, il livello più alto, e un numero selezionato di altri come Premier Cru. Questa classificazione rimane un riferimento fondamentale per comprendere l’eccellenza dei vini di questa regione.

Anche il metodo di produzione, conosciuto come méthode champenoise, è esclusivo della Champagne e rappresenta un processo tecnico e artigianale. Include una seconda fermentazione in bottiglia, l’affinamento prolungato sui lieviti e un dosaggio finale che permette di modulare lo stile del vino, dalla secchezza più austera alla dolcezza più generosa.

Maison J. Vignier: Tradizione e Innovazione

Con una storia che abbraccia nove generazioni, la maison J. Vignier rappresenta un esempio di eccellenza e dedizione nella produzione di Champagne. Recentemente, questa realtà ha scelto di affermarsi con un marchio autonomo, separandosi dalla più grande azienda di famiglia, Lebrun-Vignier. Al centro della loro produzione c’è lo Chardonnay, coltivato esclusivamente nei prestigiosi terroir della Côte de Blancs e della Côte de Sézanne.

Le vigne della maison J. Vignier, piantate tra il 1950 e il 2010, sono curate con un approccio sostenibile e un utilizzo minimo di chimica. Le vendemmie sono effettuate in modo parcellare, permettendo di esaltare le peculiarità di ciascun appezzamento. La vinificazione avviene esclusivamente in acciaio, per preservare la freschezza e l’identità del frutto. In cantina, fermentazioni spontanee e l’uso di lieviti indigeni garantiscono una complessità naturale, mentre la malolattica si svolge senza interventi artificiali.

Alla guida della maison ci sono Nathalie e Sebastian, due giovani vignaioli che con passione producono Champagne straordinari. I loro vini spaziano dalle note minerali intense dello Sézannais alla limpidezza cristallina della Côte de Blancs, dimostrando un rispetto profondo per il territorio e una visione innovativa.

La selezione di Dicembre

Champagne: il Re dei Vini e delle Feste

Ora Alba Extra Brut Grand Cru 100% Chardonnay

Questo Champagne proviene esclusivamente da vigne Grand Cru di Cramant, Chouilly e Oiry. Al naso offre una freschezza vibrante, con note di mela e agrumi, arricchite da accenni di succo di pesca. Il palato è cremoso e gourmand, con ritorni agrumati che si evolvono verso aromi di pasticceria e note tostate. La struttura è precisa e dritta, conducendo a un finale lunghissimo. Affinato per 72 mesi sui lieviti, presenta un dosaggio di 5 g/l.

Pur Cramant Grand Cru 100% Chardonnay

Il villaggio di Cramant si distingue per un terroir ricco e complesso, grazie alla collina di Saran, interamente calcarea, che dona una straordinaria varietà di microclimi ed esposizioni. Questa cuvée esprime la singolarità del Grand Cru di Cramant attraverso una lavorazione che valorizza ogni millesimo. Il palato rivela la ricchezza del terroir con una maturazione di 60 mesi sui lieviti e un dosaggio di 5 g/l.

Champagne: il Re dei Vini e delle Feste

Champagne: l’anima delle feste

Lo Champagne non è semplicemente un vino, ma l’essenza stessa dell’arte di celebrare. Ogni bottiglia racchiude il frutto di una terra generosa e di mani sapienti che trasformano l’uva in poesia. È un viaggio sensoriale, un legame tra passato e presente, che illumina i momenti speciali con eleganza e profondità.

Buone feste a tutti: che la magia dello Champagne scaldi i vostri cuori e illumini il nuovo anno con gioia e novità da scoprire.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Vini della Borgogna: un viaggio tra i saperi e i sapori

Vini della Borgogna: un viaggio tra i saperi e i sapori

Vini della borgogna: immagina una regione che sembra fatta apposta per il vino, un luogo dove ogni collina, ogni filare di vite e ogni manciata di terra raccontano una storia unica. Questa è la Borgogna, culla di alcuni dei vini più pregiati al mondo, dove piccoli produttori lavorano con passione e rispetto per un terroir che esige dedizione e cura. Novembre è il mese perfetto per esplorare i suoi segreti e scoprire come ogni calice riesca a catturare l’anima di una terra così speciale.

Vini della borgogna: un viaggio attraverso i secoli

La storia della Borgogna è antica, quasi mistica. Qui, tra colline ondulate, castelli medievali e piccoli villaggi, il vino non è solo una bevanda, ma un’espressione di cultura, tradizione e autenticità. Ogni vigneto è unico, ogni parcella ha una propria anima, frutto di secoli di lavoro e cura da parte di vignaioli che considerano la vite un’estensione della loro stessa vita. In Borgogna, l’arte di fare vino è tramandata di generazione in generazione, e ogni produttore è custode di un sapere antico che si respira tra i vigneti e si ritrova in ogni sorso.

La Borgogna è un laboratorio naturale di terroir, dove il clima continentale e i suoli calcarei, misti ad argilla, creano l’ambiente ideale per far prosperare vitigni nobili come il Pinot Noir e lo Chardonnay. Ogni collina, ogni piega del terreno ha qualcosa di unico da raccontare, e lo fa con eleganza, senza ostentazione.

Questa regione è composta da cinque sottozone principali, ognuna con la sua identità: dal fresco Chablis, con la sua mineralità inconfondibile, alla prestigiosa Côte d’Or, culla di alcuni dei vini più celebri al mondo, fino alla vivacità del Beaujolais, che celebra la convivialità del vino novello. Ogni zona ha il suo carattere, il suo ritmo, e soprattutto la sua capacità di esprimere il legame profondo tra l’uomo e la terra. La Borgogna è un viaggio, un’esperienza sensoriale e culturale che inizia dal bicchiere e arriva dritta al cuore.

Chablis: Il Fresco Respiro della Borgogna Settentrionale

Eleganza e purezza nelle terre calcaree del nord
Chablis è il volto fresco e minerale della Borgogna, un piccolo angolo nel nord della regione dove il suolo calcareo conferisce ai vini una mineralità e una freschezza inconfondibili. Qui regna lo Chardonnay, ma non aspettatevi i tipici vini rotondi e burrosi: lo Chardonnay di Chablis è delicato, cristallino, con note di agrumi e fiori bianchi che evocano la purezza del suo terroir. Degustare un Chablis è come passeggiare in una giornata luminosa tra le vigne, assaporando la vivacità e l’eleganza di una terra che lascia il segno. 

Côte d'Or: la culla dei grandi cru

La Côte d’Or è un luogo leggendario per ogni amante del vino, dove i vigneti si susseguono come gioielli preziosi in una collana senza fine. Divisa in Côte de Nuits e Côte de Beaune, questa zona rappresenta il cuore pulsante della Borgogna vinicola. La Côte de Nuits è patria dei Pinot Noir più intensi e complessi, caratterizzati da profondità, struttura e un’incredibile capacità di invecchiamento. La Côte de Beaune, invece, è il regno dello Chardonnay e del Pinot Noir, con vini di raffinata eleganza e complessità. Ogni bottiglia proveniente dalla Côte d’Or è un pezzo di storia, un racconto che si snoda tra aromi di frutti rossi, note speziate e sentori di terra, simbolo di una regione che ha reso il vino un’opera d’arte.

Côte Chalonnaise: il tesoro nascosto

Spesso trascurata rispetto alla più celebre Côte d’Or, la Côte Chalonnaise è una perla da scoprire, una zona dove qualità e valore si incontrano. Qui, sia il Pinot Noir che lo Chardonnay danno vita a vini raffinati, con aromi di frutta matura e una piacevole nota minerale. Ma non è tutto: la Côte Chalonnaise è anche patria del Crémant de Bourgogne, uno spumante fresco e frizzante che porta con sé tutta la vivacità di questa terra. Un calice di Crémant è come un brindisi alla gioia di vivere, un invito a lasciarsi sorprendere da una Borgogna diversa e meno conosciuta.

Mâconnais: il calore del sud

Nel Mâconnais, più a sud, il paesaggio cambia: le colline sono dolci, il clima è più caldo e il sole bacia i grappoli con generosità. Qui lo Chardonnay esprime il suo lato più fruttato e solare, con vini accessibili, freschi e piacevolmente aromatici. I vini del Mâconnais sono come una carezza, con note di mela, pesca e una lieve mineralità che invita a godersi ogni sorso senza fretta. Pouilly-Fuissé, la denominazione più celebre, è sinonimo di Chardonnay ricchi e strutturati, un simbolo dell’armonia e della bellezza del Mâconnais.

Beaujolais: frutti rossi e suoli granitici

Il Beaujolais è la parte più vivace e gioiosa della Borgogna, una terra dove il Gamay regna sovrano e ogni vendemmia è una celebrazione della vita. I suoli granitici e il clima mite creano vini freschi, leggeri e fruttati, ideali per essere gustati giovani. Il Beaujolais Nouveau, con la sua uscita festosa ogni novembre, è ormai una tradizione mondiale, ma questa zona offre molto di più. I Crus del Beaujolais, come Morgon e Moulin-à-Vent, dimostrano che anche il Gamay può dare vita a vini complessi e strutturati, capaci di sorprendere e affascinare. 

Vini della Borgogna: la selezione di Novembre

La selezione di novembre è un omaggio alla tradizione e all’eccellenza della Borgogna, con tre vini che incarnano il carattere e l’eleganza dei loro terroir. Dal Charmes-Chambertin Grand Cru di Maison Remoissenet Père & Fils, un Pinot Noir potente e affascinante, al complesso Côte de Nuits-Villages Vieilles Vignes di Nicolas Potel, fino all’elegante Puligny-Montrachet 1er Cru Les Champs Gains di Philippe Bouzereau, ciascuna di queste bottiglie rappresenta una diversa sfaccettatura del Pinot Noir e dello Chardonnay borgognone, offrendo un viaggio sensoriale nel cuore dei grandi cru francesi.

Vini della Borgogna: un viaggio tra i saperi e i sapori

Charmes- Chambertin Grand Cru | Remoissenet
100% pinot noir

Questo Charmes-Chambertin è tutt’altro che discreto: è un vino ricco, generoso, capace di esprimersi con intensità e una struttura destinata a durare nel tempo. Il nome “Charmes” richiama seduzione e fascino, qualità che emergono chiaramente in questo vino dallo stile ammaliante. Il colore è un rosso rubino brillante e intenso, che anticipa un bouquet ricco di violetta, lamponi e sfumature delicate di tè e agrumi. Al palato, offre un corpo medio, con tannini setosi e un finale preciso e persistente, capace di lasciare un’impressione duratura e raffinata.

Domaine de Bellene Côte de Nuits - Villages Vieilles Vignes | Nicolas Potel
100% pinot noir

Questa appellazione si estende su due piccole parcelle di meno di 2 ettari: Les Boulardes, piantata nel 1954 su terreno argillocalcareo, e aux Montagnes, con viti risalenti al 1946 che producono uve di altissima qualità. La vendemmia è rigorosamente manuale, seguita da una fermentazione di 27 giorni senza filtrazioni. Il vino si presenta con un colore rosso intenso e luminoso. Al naso, spiccano note di piccoli frutti rossi, mentre all’assaggio rivela una struttura elegante e complessa, arricchita da sentori di ciliegia e tannini raffinati, con una persistenza lunga e avvolgente.

Vini della Borgogna: un viaggio tra i saperi e i sapori
Vini della Borgogna: un viaggio tra i saperi e i sapori

Puligny - Montrachet 1er Cru Les Champs Gains | Philippe Bouzereau
100% chardonnay

Cuore pulsante della produzione di vini bianchi nella Côte d’Or. Sebbene meno esteso in superficie rispetto a Meursault e Chassagne, è noto per la qualità eccezionale dei suoi suoli, che, secondo l’Università di Digione, donano finezza ed eleganza allo Chardonnay. Il vino presenta note vegetali e un tocco di resina, affinato per 12 mesi in botti di rovere. È un bianco che si presta all’invecchiamento, con un potenziale evolutivo dai 4 agli 8 anni.

Vini della Borgogna: dove ogni vino è un racconto

Concludere questo viaggio nella Borgogna è come chiudere un libro di cui ogni capitolo ha svelato una nuova sfumatura, un pezzo di storia, un’intuizione. La forza della Borgogna non sta solo nella qualità dei suoi vini, ma nella capacità di intrecciare la natura e l’ingegno umano in un equilibrio perfetto, un’alchimia che rende ogni bottiglia unica e irripetibile. Questi vini sono frammenti di un racconto più ampio, che include il lento brusio delle cantine, il ritmo delle stagioni, e il lavoro attento di chi sa che il vino è anche cultura, eredità, passione. È una tradizione che non si beve soltanto, ma si vive e si sente in ogni fibra.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Vendemmia 2024: Tra Sfide e Innovazioni per i Vigneti di Francia

Vendemmia 2024: sfide e innovazioni per i vigneti di Francia

Vendemmia 2024: Ottobre segna la fine della vendemmia e l’inizio di una nuova fase per i produttori di vino, impegnati a trasformare i frutti della loro fatica in vini che racconteranno un’annata fatta di sfide e di sorprese. Per celebrare questo momento, abbiamo deciso di dare voce a tre produttori francesi d’eccezione: Domaine de Bablut nella regione della Loira, Huguenot Tassin nella Champagne, e Maison Antech nella Languedoc-Roussillon. Ognuno di loro, pur in contesti diversi, rappresenta un esempio di tradizione e innovazione nella viticoltura francese.

La vendemmia: un momento di raccolta e promesse

La vendemmia è uno dei momenti più cruciali e celebrati dell’anno per i produttori di vino. Generalmente, la vendemmia avviene tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, ma il momento esatto dipende da diversi fattori, come il clima, la varietà di uva e le caratteristiche che il produttore desidera ottenere nel vino.  Quello della vendemmia è un momento delicato e complesso, che porta inevitabilmente con sé una serie di sfide. Le gelate tardive, le grandinate, le piogge intense e il caldo eccessivo sono solo alcuni degli ostacoli che i viticoltori devono affrontare. Anche le malattie della vite, come la muffa, possono influire negativamente. Ogni annata è unica e richiede una profonda conoscenza del territorio, un’attenta pianificazione e una capacità di adattamento per poter raccogliere le uve al momento giusto, preservandone la qualità e assicurando che il risultato finale sia un vino che rifletta il carattere autentico del terroir.

Tre maestri del vino: tradizione e innovazione dal cuore della Francia

Abbiamo scelto di raccontare la vendemmia 2024 attraverso le voci di tre produttori che incarnano l’eccellenza della viticoltura francese, ognuno con una storia unica e una visione distinta. Domaine de Bablut, nella valle dell’Aubance, è un simbolo di rispetto per il terroir e coltivazione biologica, con una dedizione alla qualità che attraversa generazioni. Huguenot Tassin, nella Champagne, porta avanti un’eredità familiare radicata nel rispetto dei cicli naturali e nell’adozione di pratiche sostenibili per offrire vini raffinati e complessi. Maison Antech, in Languedoc-Roussillon, rappresenta una tradizione secolare di vini effervescenti che unisce metodi antichi e un profondo rispetto per l’ambiente. Questi tre produttori, pur provenendo da regioni diverse e affrontando sfide climatiche e territoriali uniche, condividono la passione e l’impegno per la produzione di vini che raccontano il carattere autentico del loro territorio.

Per conoscerli meglio abbiamo dedicato la selezione di Ottobre proprio a loro:

Domaine de Bablut: la purezza del terroir dell’Anjou

Immerso tra i pendii dell’Anjou, Domaine de Bablut è una storica proprietà che domina il paesaggio della valle dell’Aubance. Guidato da generazioni dalla famiglia Daviau, il domaine si è dedicato esclusivamente alla viticoltura alla fine del XIX secolo, abbandonando l’antica attività di mulinatura. Oggi, Christophe Daviau, enologo con formazione a Bordeaux, porta avanti la tradizione di coltivazione biologica, praticata sin dal 1996. L’azienda si distingue per un approccio rispettoso del terroir, senza l’uso di erbicidi o pesticidi di sintesi, a favore di lavorazioni meccaniche del suolo. Il suo obiettivo è produrre vini che riflettano la personalità autentica del territorio, in armonia con la natura e senza compromessi sulla qualità. 

Vendemmia 2024: sfide e innovazioni per i vigneti di Francia

Petit Princé AOC Anjou Blanc Sec – Domaine de Bablut

100% Chenin Blanc

Il Petit Princé proviene da un terroir unico, caratterizzato da suoli di scisto attraversati da vene di quarzo. Situato su un altopiano ben ventilato, questo vino secco offre una combinazione di aromi floreali, come tiglio, acacia e biancospino, arricchiti da note di albicocca, pesca e mela cotogna. Nonostante l’eleganza dei suoi aromi, il Petit Princé non rinuncia alla forza: la sua struttura è potente, ma delicata al palato. Questo Chenin Blanc esprime una finezza e un’eleganza peculiari, mostrando un lato sofisticato di questo vitigno. È un vino che si presta all’invecchiamento, con un bouquet che evolve in complessità col passare degli anni.

Huguenot Tassin: l’espressione della natura in Champagne

Fondata nel 1984, la Maison Huguenot Tassin ha origine da un’eredità di savoir-faire familiare tramandato di generazione in generazione. Situata nella prestigiosa regione della Champagne, la maison è oggi guidata da Edouard Huguenot, giovane enologo formatosi a Beaune e con esperienza nelle caves di Drappier. Su circa 7 ettari, di cui la metà sono vieilles vignes, coltiva pinot noir, pinot blanc e chardonnay con un approccio che rispetta i cicli naturali, il sole e la luna, e abbraccia metodi biologici e di agricoltura sostenibile. Per Huguenot Tassin, la qualità è un impegno verso la natura e il palato, per creare vini che uniscono tradizione e sostenibilità.

Vendemmia 2024: sfide e innovazioni per i vigneti di Francia

Signature Millesimato – Huguenot Tassin

33% Pinot Noir, 33% Pinot Blanc, 33% Chardonnay

Questa cuvée millesimata combina l’energia dello Chardonnay con il carattere del Pinot Noir e l’eleganza del raro Pinot Blanc. Dal colore brillante, regala al naso profumi di fiori, frutta bianca e una delicata nota di nocciola. Al palato è fine e raffinato, con una vinosità sorprendente che dona equilibrio e un finale lungo e persistente. Le uve sono coltivate seguendo metodi agro-biologici e sottoposte a rese limitate per preservare il perfetto equilibrio dei sapori. La vinificazione avviene in cuves e botti, con fermentazione malolattica, e il vino matura sulle fecce per un periodo di 4-5 anni. Il dosaggio è di 6 gr/lt.

Maison Antech: le bollicine ancestrali di Limoux

A Limoux, nelle colline della Languedoc-Roussillon, Maison Antech custodisce la tradizione dei vini effervescenti sin dal 1933, quando fu fondata e specializzata nelle appellazioni Crémant e Blanquette de Limoux. L’azienda si inserisce in una storia che risale al 1531, quando i monaci benedettini di Saint Hilaire scoprirono la naturale effervescenza dei vini in bottiglia, dando origine al “metodo ancestrale.” Maison Antech, oggi alla sesta generazione, continua questa eredità con un approccio che combina tradizione e modernità. L’uso di vitigni come Chardonnay, Chenin e Mauzac su suoli argillo-calcarei permette alla maison di produrre vini che sono l’essenza del terroir, unendo delicatezza, autenticità e rispetto per l’ambiente.

Vendemmia 2024: sfide e innovazioni per i vigneti di Francia

M Brut Nature Millésimé – Antech
100%
Mauzac AOP Blanquette de Limoux

Questa Blanquette de Limoux, non dosata, lascia emergere tutta la purezza e la freschezza del Mauzac. Dal colore giallo cristallino con riflessi dorati, sprigiona al naso intensi aromi di agrumi e mela verde, con un accenno di tostatura. Al palato, rivela una grande freschezza e armonia, con un finale minerale persistente. La vinificazione segue il metodo tradizionale, con vendemmia manuale e una lunga maturazione sulle fecce di 30 mesi, senza aggiunta di dosaggio finale, per preservare al massimo l’integrità del vino.

Queste tre realtà, pur diverse per storia e tradizioni, condividono una passione comune: produrre vini che rispecchino il carattere unico del loro territorio e le sfide di ogni annata. Quest’anno, il 2024, si è rivelato particolarmente impegnativo, ma anche ricco di opportunità per sperimentare e innovare. In questo articolo, ripercorriamo insieme le esperienze della vendemmia appena conclusa, con un viaggio tra le sfide e le aspettative dei nostri tre produttori d’eccellenza.

Nel vivo della vendemmia 2024: un’annata sotto il segno delle intemperie

Nella Languedoc-Roussillon, Maison Antech descrive il 2024 come “l’anno delle 13 lune”, una metafora evocativa che riflette la complessità e l’atipicità di questa vendemmia. “È stato un anno estremo,” raccontano, “con gelate primaverili, grandinate e una persistente carenza d’acqua.” Questi eventi climatici hanno influenzato il ciclo della vite, mettendo alla prova la capacità di adattamento dei viticoltori.

La situazione non è stata diversa in Loira, dove Domaine de Bablut ha affrontato piogge incessanti e grandinate devastanti. Le condizioni umide hanno favorito la comparsa di muffa, con conseguenti perdite significative in termini di quantità. “Abbiamo avuto un forte attacco di muffa che ha colpito i nostri Chenin, riducendo sensibilmente le rese”, ci dicono. Ma nonostante le difficoltà, i produttori della Loira si mostrano comunque speranzosi rispetto alla qualità delle uve raccolte.

Anche nella Champagne, la vendemmia 2024 è stata segnata da piogge incessanti. “Tra novembre 2023 e settembre 2024, abbiamo avuto solo sei giorni senza pioggia,” racconta il team di Huguenot Tassin. Con temperature che hanno sfiorato i 3°C durante la fioritura, i viticoltori si sono trovati a gestire condizioni decisamente poco favorevoli, dovendo affrontare una delle stagioni più impegnative degli ultimi anni.

Vitigni resilienti e risultati eterogenei

Nonostante le avversità climatiche, alcuni vitigni hanno saputo dimostrare una sorprendente resilienza. Maison Antech, ad esempio, si è detta particolarmente soddisfatta delle uve Mauzac, varietà autoctona che sembra aver tratto beneficio dalle specificità del terroir di Limoux. “I Mauzac sono riusciti a sfuggire alle gelate e hanno prodotto grappoli generosi, caratterizzati da una maturazione perfetta”. Anche Chardonnay e Pinot hanno mostrato ottime qualità, nonostante alcune difficoltà legate al freddo primaverile.

Domaine de Bablut, pur dovendo fare i conti con i danni causati dalla muffa sui Chenin, confida di riuscire a trarre il meglio da ciò che è rimasto. “È ancora presto per dare una valutazione definitiva,” sottolineano, “la fermentazione è appena iniziata e stiamo monitorando attentamente l’evoluzione del vino.”

Nel frattempo, nella Champagne, Huguenot Tassin non ha riscontrato differenze significative tra i vari vitigni, ma ha notato come alcune zone abbiano reagito meglio di altre alle avversità. Le condizioni difficili hanno spinto i produttori a monitorare con grande attenzione ogni fase della vendemmia, per poter garantire il miglior risultato possibile.

Innovazioni e cambiamenti

Se la vendemmia 2024 è stata sfidante, ha anche offerto l’opportunità di sperimentare nuove tecniche e approcci innovativi. Maison Antech, ad esempio, ha introdotto alcune modifiche per proteggere l’integrità delle uve, come la riduzione del 25% del peso dei cassoni durante la raccolta e l’uso di una pressatura più delicata. “Quest’anno abbiamo lavorato con una nuova cuverie in acciaio inox, che ci ha permesso di controllare la temperatura di fermentazione con grande precisione,” spiegano.

Huguenot Tassin ha invece puntato sulla fitoterapia viticola, un approccio che fa parte di una transizione verso una viticoltura rigenerativa. Sebbene le piogge abbiano reso difficile ottenere le quantità desiderate, i produttori sono soddisfatti della qualità del raccolto. “La qualità è eccellente,” affermano, “e i vini risultano molto espressivi.”

Anche Domaine de Bablut ha deciso di sperimentare quest’anno, introducendo l’uso di vasi di terracotta per la fermentazione dei Chenin. “Speriamo che questo nuovo approccio possa aggiungere morbidezza e note fruttate al vino,” dichiarano – e non resta che attendere di sapere come si evolverà questa sperimentazione.

Uno sguardo al futuro: tra sfide climatiche e tecnologie in evoluzione

Di fronte ai cambiamenti climatici, i viticoltori guardano al futuro con una prospettiva cauta, ma anche con spirito di adattamento e innovazione. Maison Antech ritiene che il segreto stia nella capacità di adattarsi rapidamente alle sfide, investendo in vitigni autoctoni e monitorando con precisione le date di raccolta. “Lavoriamo costantemente per trovare le soluzioni migliori, dalle nuove varietà d’uva ai sistemi di potatura,” spiegano. Per loro, l’agilità è fondamentale per garantire la continuità e la qualità della produzione.

Anche Huguenot Tassin riflette sull’importanza di rafforzare la resilienza delle viti e del suolo, attraverso pratiche sostenibili che possano migliorare la risposta ai cambiamenti estremi del clima. 

Domaine de Bablut, infine, sottolinea la necessità di bilanciare tradizione e innovazione, per affrontare un futuro incerto e imprevedibile, ma ricco di sfide stimolanti.

La Vendemmia 2024 come sfida e opportunità

La vendemmia 2024 si preannuncia un’annata che, nonostante le difficoltà, promette vini di grande qualità e unicità. I produttori francesi dimostrano ancora una volta che la passione e la dedizione verso il loro lavoro sono i veri ingredienti di un buon vino, capace di raccontare non solo una stagione, ma anche una storia di resilienza e speranza per il futuro.

Ogni realtà ha affrontato sfide uniche dettate dalle condizioni climatiche imprevedibili, ma ha anche trovato modi innovativi per adattarsi e mantenere la qualità delle uve raccolte. In un contesto di cambiamenti climatici sempre più evidenti, questi professionisti dimostrano che la viticoltura può non solo sopravvivere, ma prosperare, creando vini che raccontano storie di terra, tempo e dedizione. La vendemmia 2024 ci promette vini di forte personalità e grande qualità, frutto di un equilibrio sottile tra innovazione e tradizione, e ci ricorda ancora una volta la magia unica del mondo del vino, dove ogni annata è un nuovo capitolo da scoprire e assaporare.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Riesling della Mosella: Il Tesoro di Settembre

Riesling della Mosella: Il tesoro di Settembre

Riesling della Mosella: un viaggio sensoriale attraverso uno dei vitigni più nobili. Settembre è il mese in cui le vigne si riempiono di promesse e i calici si preparano ad accogliere i frutti di un anno di lavoro e proprio per questa occasione abbiamo in serbo una sopresa. Nel frattempo, in questa stagione, non c’è scelta migliore che dedicarsi alla scoperta dei Riesling della Mosella, vini che incarnano l’essenza stessa del territorio da cui provengono. Tra questi, i vini dell’azienda Meulenhof spiccano per tradizione e qualità, offrendo un’esperienza unica a chi cerca l’eccellenza nel bicchiere.

La Mosella: terra di vini straordinari

La Mosella è una delle regioni vitivinicole più affascinanti della Germania e del mondo. Questa valle, che si snoda seguendo il corso tortuoso del fiume Mosella, è caratterizzata da un paesaggio incantevole e da una biodiversità unica che rende ogni annata un’esperienza diversa. La regione è divisa in tre zone principali: la Mosella Superiore, la Mosella Media e la Mosella Inferiore, ciascuna con caratteristiche pedoclimatiche uniche che influenzano il profilo dei vini.

La Mosella Media, in particolare, è il cuore pulsante della produzione di Riesling. Qui, le colline ripide si innalzano vertiginosamente dalle rive del fiume, creando una serie di terrazzamenti dove le viti affondano le radici in un terreno ricco di ardesia. Questo tipo di suolo, combinato con l’influenza del fiume, crea un microclima ideale per la coltivazione del Riesling: le giornate calde e le notti fresche permettono una maturazione lenta e uniforme delle uve, preservando la loro acidità e concentrando gli aromi.

I vigneti della Mosella sono spesso esposti a sud o a sud-ovest, permettendo alle viti di catturare ogni raggio di sole disponibile. Questo è fondamentale in una regione dove le condizioni climatiche possono variare notevolmente da un anno all’altro. La combinazione di questi fattori fa sì che i vini della Mosella siano noti per la loro freschezza, eleganza e complessità, con una spiccata mineralità che riflette il terroir da cui provengono.

Il Riesling: storia e caratteristiche

Il Riesling è un vitigno dalla storia antica e affascinante, amato in tutto il mondo per la sua capacità di esprimere le caratteristiche uniche del territorio in cui viene coltivato. Le sue origini risalgono a oltre mille anni fa, nella regione del Reno, da dove si è poi diffuso in altre aree vitivinicole, tra cui la Mosella. Il nome “Riesling” deriva probabilmente dalla parola tedesca “rieseln”, che si riferisce alla caduta naturale degli acini dalle viti durante la maturazione, un processo che aiuta a concentrare gli zuccheri e gli aromi nelle uve rimanenti.

Il Riesling è noto per la sua versatilità, che gli permette di produrre una vasta gamma di stili di vino, dai secchi ai dolci, passando per i vini spumanti. Tuttavia, è nei vini secchi e semi-secchi della Mosella che questo vitigno trova una delle sue massime espressioni. Il Riesling della Mosella è famoso per le sue note aromatiche vivaci e complesse, che possono includere profumi di agrumi come limone e lime, frutta a polpa bianca come mela verde e pera, e sfumature floreali di fiori bianchi e gelsomino. Con il tempo, il Riesling sviluppa anche note più complesse di idrocarburi, miele e spezie, rendendolo uno dei pochi vini bianchi in grado di invecchiare per decenni.

L’acidità vibrante è una delle caratteristiche distintive del Riesling, conferendo al vino una freschezza che lo rende perfetto per l’abbinamento con una varietà di piatti, dalla cucina asiatica speziata ai piatti a base di pesce e frutti di mare. Inoltre, l’equilibrio tra acidità e dolcezza, soprattutto nei vini della Mosella, è ciò che rende questi Riesling così unici e apprezzati dai conoscitori di tutto il mondo.

Meulenhof: tradizione e innovazione

Nel cuore della Mosella, a Erden, sorge l’azienda Meulenhof, una cantina a conduzione familiare le cui radici affondano nel lontano 1337. Questa antica tradizione vitivinicola è stata tramandata di generazione in generazione, e oggi continua a produrre vini di altissima qualità. La vinificazione presso Meulenhof è un’arte che richiede attenzione e precisione. Le uve vengono sottoposte a una prechiarificazione naturale e la fermentazione avviene a temperatura controllata, garantendo vini complessi, eleganti e capaci di durare nel tempo.

I vigneti di Meulenhof si estendono lungo le rive del fiume Mosella e si distinguono per le loro caratteristiche uniche. Il vigneto di Erdener Prälat, con i suoi terreni ricchi di mineralità e i ripidi terrazzamenti, dà vita a Riesling strutturati e profondi. Erdener Treppchen, situato su suoli di ardesia blu, esalta gli aromi fruttati e la finezza dei suoi prodotti. Infine, Wehelener Sonnenhur, posizionato nella zona più favorevole del pendio, è apprezzato per i suoi vini minerali, eleganti e dalla forte personalità. Ogni bottiglia di Meulenhof sussurra una storia, un racconto di passione, terroir e tradizione.

Riesling della Mosella: la selezione di Settembre

Riesling della Mosella: Il tesoro di Settembre

Erdener Treppchen Riesling Kabinett

Il suo profilo aromatico è ricco e variegato. Si nota una predominanza di note fruttate che spaziano dalla pesca all’ananas, fino al frutto della passione e agli agrumi. Con l’invecchiamento, emergono sfumature minerali e fumé che si integrano armoniosamente con le componenti fruttate anche al palato. Al gusto, si presenta equilibrato, con una succosità minerale e un perfetto equilibrio tra corpo e freschezza. Il finale è vivace e netto, arricchito da un intrigante accenno speziato.

Wehlener Sonnenuhr Riesling Spätlese

Il profumo è vivace e ampio, dominato da sentori di frutta gialla ed esotica, con l’inconfondibile presenza di note minerali. Al palato, si distingue per la freschezza e la mineralità, unite a una consistenza cremosa e un buon corpo, con le stesse sfumature fruttate e minerali che continuano a farsi sentire. Il finale è lungo e pulito, caratterizzato dalla dolcezza tipica dello Spätlese (vendemmia tardiva), che ne accentua l’eleganza e il fascino.

Riesling della Mosella: Il tesoro di Settembre
Riesling della Mosella: Il tesoro di Settembre

Erdener Treppchen Riesling Auslese

Di un luminoso giallo paglierino con lievi riflessi verdognoli, questo vino è ottenuto da uve selezionate (Auslese) raccolte in fase tardiva. Al naso emergono i caratteristici sentori di idrocarburi, accompagnati da note intriganti di camomilla, albicocca essiccata, agrumi canditi e spezie dolci. Al palato, il sorso è dolce ma bilanciato da una piacevole acidità rinfrescante, con una persistenza davvero notevole.

Riesling della Mosella, un sorso d'autunno

Il Riesling della Mosella è molto più di un semplice vino. È l’espressione pura di un territorio unico, dove la tradizione si fonde con l’innovazione per creare un prodotto di rara eccellenza. Settembre è il momento perfetto per scoprire questi vini straordinari, magari proprio iniziando dai capolavori di Meulenhof. Lasciatevi trasportare dalle loro note aromatiche e dalla loro incredibile complessità. Sarà un viaggio indimenticabile tra le colline della Mosella, in compagnia di uno dei vitigni più nobili al mondo.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Lunio San Bartolomeo: un metodo classico per il plenilunio

Lunio San Bartolomeo: un metodo classico per il plenilunio

Lunio San Bartolomeo: un vino che è un racconto… Sin dai tempi antichi, la luna ha esercitato una profonda influenza sulle tradizioni e sulla natura. Questo legame mistico si manifesta nelle maree e nei cicli agricoli, ma anche nella coltivazione della vite e nella produzione del vino. La luna piena, con la sua luce argentea, è simbolo di pienezza e maturità, e il Lunio di San Bartolomeo incarna perfettamente questa magia lunare. Ogni sorso di questo metodo classico, giovane e fruttato, rappresenta un viaggio sensoriale che unisce il cielo e la terra, la tradizione e l’innovazione… perfetto per le sere d’estate ed unico protagonista per la nostra selezione di Agosto.

Luna & Vino, tra scienza e misticismo

La connessione tra la luna e la viticultura è un legame antico e affascinante, radicato nelle tradizioni agricole di molte culture. Gli agricoltori hanno osservato per secoli come le fasi lunari influenzino la crescita delle piante, l’umidità del suolo e persino la qualità del raccolto. In viticultura, questi cicli lunari sono considerati fondamentali per determinare i momenti ottimali per la potatura, la vendemmia e altre pratiche viticole. 

Mai lavorare il vino con la luna ‘nuova’. È un’indicazione che, pur non rientrando in nessun disciplinare di produzione, i viticoltori hanno fatto propria. La luna ‘vecchia’, ossia piena, invece, è l’ideale per travasare qualsiasi tipo di vino e iniziare l’imbottigliamento. Una motivazione potrebbe essere riconducibile alle variazioni di pressione atmosferica, legate alle fasi lunari. La luna ‘nuova’ farebbe scendere il livello del vino all’interno della bottiglia, formando aria fino a far saltare il tappo. Questo approccio, che combina osservazioni empiriche e una profonda connessione con i ritmi naturali, è particolarmente evidente nella produzione di vini di alta qualità come il Lunio San Bartolomeo, dove l’armonia tra cielo e terra si riflette nel carattere unico del vino.

La qualità di un Metodo Classico

Il “metodo classico” è una tecnica di produzione del vino spumante che affonda le sue radici in una tradizione secolare, particolarmente associata alla regione dello Champagne in Francia. Questo metodo prevede una seconda fermentazione direttamente in bottiglia, un passaggio cruciale che permette di sviluppare il caratteristico perlage, ovvero le fini e persistenti bollicine che impreziosiscono il vino spumante.

La seconda fermentazione è un processo delicato e complesso che avviene lentamente e sotto rigoroso controllo delle condizioni ambientali, come temperatura e umidità. Durante questa fase, il vino acquisisce complessità e raffinatezza, grazie all’interazione prolungata con i lieviti, che donano aromi e sapori distintivi.

Una parte fondamentale del metodo classico è il “remuage”, un’operazione che consiste nel ruotare e inclinare periodicamente le bottiglie. Questo movimento graduale ha lo scopo di raccogliere i sedimenti, costituiti principalmente dai lieviti, nel collo della bottiglia. Questi sedimenti devono essere rimossi per ottenere un vino limpido e brillante, e ciò avviene attraverso la “sboccatura” o “dégorgement”. Durante questa fase, il collo della bottiglia viene congelato e il tappo temporaneo viene rimosso, permettendo ai sedimenti di essere espulsi dalla pressione naturale del vino.

Il risultato di questo meticoloso processo è un vino spumante di qualità superiore, caratterizzato da una finezza e una persistenza delle bollicine che esaltano ogni sorso. Il metodo classico, con la sua attenzione ai dettagli e il rispetto per le tradizioni antiche, assicura un prodotto finale di straordinaria eleganza e complessità, perfetto per celebrare momenti speciali o semplicemente per essere apprezzato in tutta la sua ricchezza aromatica.

Tenuta San Bartolomeo: una storia da raccontare

Situata nella splendida alta Val Tiberina, tra le frazioni di Resina e Parlesca, nella parte nord del comune di Perugia, la Tenuta San Bartolomeo è molto più di una semplice cantina. È una storia di famiglia, di persone, e di cambiamenti. Questo progetto vitivinicolo nasce dall’amore e dalla passione di una famiglia che ha voluto ridare vita alle antiche tradizioni enologiche della regione, reinterpretandole con una visione moderna.

La tenuta si estende per circa sette ettari, coltivati con varietà come Petit Verdot, Merlot, Grero, Pinot Nero, Vermentino, Trebbiano e Pinot Grigio. Ogni vite è curata con metodi non invasivi, seguendo i principi di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Le tecniche tradizionali dei nonni si fondono con l’innovazione, creando vini che raccontano la storia e l’anima di questo territorio.

La filosofia produttiva della tenuta si basa su un profondo rispetto per la natura e su una continua ricerca dell’eccellenza. Ogni fase del processo produttivo, dalla coltivazione delle viti alla vendemmia, dalla fermentazione all’affinamento, è curata con la massima attenzione ai dettagli.

Lunio San Bartolomeo: un'opera d'arte

Il Lunio San Bartolomeo è un vino raffinato e di grande carattere, ottenuto da un blend di Pinot Grigio e uve bianche autoctone umbre. Le viti, piantate su terreni argillosi e sabbiosi, hanno un’età di dodici anni, e la vendemmia viene effettuata manualmente agli inizi di agosto. Questo approccio artigianale permette di selezionare solo i migliori grappoli, assicurando una qualità eccellente.

La fermentazione avviene in modo spontaneo, con un attento controllo delle temperature per preservare gli aromi e i sapori del vino. Successivamente, il vino viene affinato in acciaio e in bottiglia, per un periodo complessivo di 18 mesi sulle fecce, senza dosaggio. Questo processo conferisce al Lunio un perlage fine e persistente, che esalta la brillantezza del suo colore giallo paglierino.

Al naso, il Lunio offre un bouquet complesso e affascinante, con note di frutta gialla matura, agrumi, fiori di acacia e una delicata fragranza di crosta di pane. Al palato, si distingue per la sua freschezza e sapidità, che invitano a un altro sorso grazie alla sua armonia e piacevolezza giovanile.

Lunio San Bartolomeo: un metodo classico per il plenilunio

Lunio | Pinot grigio e uve bianche autoctone umbre

Un blend di Pinot Grigio e uve bianche autoctone umbre, coltivate su terreni argillosi e sabbiosi. Le viti di 12 anni sono vendemmiate manualmente ad agosto. La fermentazione è spontanea con controllo della temperatura, seguita da affinamento in acciaio e bottiglia. Presenta un colore giallo paglierino brillante con perlage fine e persistente. Maturazione su fecce 18 mesi. Nessun dosaggio.

Un sorso di luna…

Il Lunio di San Bartolomeo non è solo un vino, ma un vero e proprio tributo alla luna e alla terra umbra. La sua produzione, che combina metodi tradizionali e innovazioni moderne, riflette la dedizione e la passione della famiglia della Tenuta San Bartolomeo. Ogni bottiglia è il risultato di un impegno costante verso la qualità e il rispetto per la natura, offrendo un vino che sa emozionare e incantare…. 

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Verdicchio: 3 vini d’autore per la tua estate

Il Verdicchio è uno dei vitigni più rappresentativi dell’Italia: non è solo un vitigno, è un simbolo, un emblema che incarna l’essenza stessa delle Marche, una terra dove il verde delle colline si fonde armoniosamente con l’azzurro dell’Adriatico. La selezione di questo mese celebra proprio il Verdicchio, ma non uno qualsiasi: preparatevi a scoprire tre verdicchi d’autore firmati Cantine Mariotti.

Il Verdicchio: Una Varietà Vinicola delle Marche

Il Verdicchio è un vitigno che si distingue per la sua eccezionale capacità di esprimere il terroir unico delle Marche, una regione con un mosaico di terreni argillosi, calcarei e sabbiosi, spesso attraversati da brezze marine che moderano il clima. Queste caratteristiche del suolo e del clima contribuiscono a sviluppare nei vini di Verdicchio una marcata mineralità e una fresca acidità, rendendoli particolarmente longevi e versatili.

Le note olfattive del Verdicchio sono tipicamente vivaci e fresche, con un bouquet aromatico che spazia dalla frutta a polpa bianca, come la mela verde e la pera, a sfumature di agrumi e sentori floreali, che si possono intensificare con l’invecchiamento. Non è raro trovare anche accenti di erbe aromatiche e, in quelli più maturi, note di mandorla e spezie delicate.

Al palato, il Verdicchio sorprende per la sua robusta struttura e vivacità, bilanciata da un corpo medio che culmina in una finitura persistente e rinfrescante. Questa complessità lo rende un vino estremamente adattabile, capace di evolvere bene con il tempo e di accompagnare una vasta gamma di piatti, dalla cucina di mare fino ai formaggi stagionati e piatti a base di verdure.

La peculiarità del Verdicchio risiede nella sua abilità di riflettere e raccontare il territorio delle Marche, rendendolo non solo un vino da gustare, ma anche un’esperienza sensoriale che trasporta direttamente nelle verdi colline marchigiane, tra le brezze marine e le tradizioni di una terra ricca di storia vitivinicola.

Cantine Mariotti: Custodi della Tradizione

Le Cantine Mariotti, situate ad Apiro, un pittoresco borgo medievale vicino al Monte San Vicino, rappresentano una delle realtà più interessanti del panorama vinicolo marchigiano. Fondate sulle ceneri dell’antica cantina di Antonio Canestrari, un pioniere della viticoltura degli anni ’90, queste cantine hanno ereditato non solo i vigneti ma anche un patrimonio di sapere enologico. Guidati da Sebastiano Mariotti, con il supporto della moglie Michela e sotto la guida esperta dell’enologo Giancarlo Soverchia, le Cantine Mariotti si distinguono per la loro dedizione alla qualità e all’innovazione. Il processo di selezione delle uve è meticoloso e l’adozione di tecniche di bioprotezione in cantina assicura vini di qualità sopraffina. 

Il Verdicchio di Cantine Mariotti

I Verdicchi delle Cantine Mariotti sono il risultato di un attento lavoro di selezione e produzione. Questi vini rispecchiano la ricchezza del territorio, con una freschezza che racconta la selvaggia macchia mediterranea e le colline punteggiate di olivi secolari che circondano l’azienda. Oltre al Verdicchio, la cantina produce anche vini rossi che sono altrettanto distintivi e apprezzati.

Verdicchio: 3 vini d’autore per la tua estate

Nannì | Verdicchio dei castelli di Jesi classico DOC
100% verdicchio

Queste produzioni di Verdicchio sono realizzate impiegando vecchi cloni selezionati. Le uve subiscono una pressatura delicata, dopodiché i mosti vengono chiarificati mediante sfacciatura a freddo e fermentati in botti di cemento a temperatura controllata. Il vino si presenta con un colore giallo vivido e riflessi luminosi. All’olfatto, emerge un profumo fresco e marcato, dominato da intense note floreali e di frutta bianca.

L'Apiro | Verdicchio dei castelli di Jesi classico DOC
100% verdicchio

Questo vino prende il nome dal borgo in cui viene prodotto. La raccolta delle uve avviene all’alba per preservare le qualità distintive degli antichi cloni di Verdicchio. Il vino si distingue per il suo colore giallo paglierino. Al naso offre un profilo olfattivo pulito e rigoroso, caratterizzato da note floreali proprie del vitigno, come il biancospino e la frutta a polpa bianca. Si percepiscono anche aromi derivanti dalla flora selvatica del vigneto, con un chiaro sottofondo minerale e sfumature di mandorla nel retrogusto.

Verdicchio: 3 vini d’autore per la tua estate
Verdicchio: 3 vini d’autore per la tua estate

Cuve M | Verdicchio dei castelli di Jesi classico superiore DOC
100% verdicchio

Questa particolare botte, denominata “il Sasso”, proviene dal vigneto più alto dell’azienda situato vicino al Monte San Vicino, a 1400 metri di altitudine. Le condizioni uniche di raccolta tardiva e l’escursione termica giorno/notte di fine settembre contribuiscono a creare uve di qualità superiore, trattate con cura in cantina per ottenere un vino speciale. Si presenta con un colore giallo paglierino e riflessi verdognoli. Al naso, emergono profumi di frutti bianchi, biancospino ed erbe aromatiche, arricchiti da una nota minerale e un finale leggermente amarognolo.

Il calice perfetto per la tua estate...

Con le loro note fresche e vivaci di fiori e frutta, i vini di Mariotti sono perfetti per l’estate, aggiungendo un tocco di eleganza e freschezza a qualsiasi tavola. Celebrano non solo il palato ma anche l’eredità vitivinicola delle Marche, rendendo ogni sorso un tributo vibrante a questa terra ricca di cultura e bellezza.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Il Viaggio di Luca Bellani per dare il benvenuto all’estate

Il Viaggio di Luca Bellani è molto più di un semplice percorso professionale; è la manifestazione di una passione ardente, un percorso ricco e variegato. Una dedizione ineguagliabile verso l’arte della vinificazione, che unisce competenze tecniche e sensibilità artistica nella creazione di due vini che sono veri e propri capolavori.

Un confronto con i più rinomati produttori del panorama vinicolo sia nazionale che europeo,  e un’interazione costante con i maestri del vino che ha permesso a Luca di affinare le sue tecniche, di apprendere nuove metodologie e di integrare nel suo lavoro le migliori pratiche del settore. Una visione innovativa e capacità di interpretare i vini attraverso il prisma del suolo e una filosofia che si basa sulla convinzione che il terroir sia l’anima del vino, e che ogni terreno racconti una storia unica che merita di essere espressa e valorizzata. Questo approccio gli ha permesso di creare vini che non solo soddisfano il palato, ma che raccontano una storia, evocano un luogo e trasmettono le emozioni di un viaggio infinito attraverso le vigne.

Siete pronti a partire? 

Luca Bellani, l'anima del Viaggio

L’azienda di Luca Bellani ha radici profonde che risalgono al 1905, quando il bisnonno Giovanni Bellani acquistò alcuni appezzamenti di terreno vitato tra Mornico Losana e Oliva Gessi. Fin dagli inizi, l’azienda ha coniugato tradizione e innovazione, rispettando profondamente il prodotto e adottando le migliori tecniche vitivinicole moderne. Le coltivazioni seguono metodi naturali e i trattamenti anticrittogamici sono attentamente controllati e ridotti al minimo, utilizzando solo prodotti non inquinanti.

La famiglia Bellani ha sempre posto grande attenzione nella scelta dei terreni più adatti per ogni vitigno, garantendo così vini di altissima qualità. A Oliva Gessi, con i suoi suoli gessosi e calcarei, vengono coltivati principalmente Riesling, Pinot Grigio e Pinot Bianco. A Mornico Losana, dove i terreni sono marnosi, si trovano le coltivazioni di Pinot Nero e Chardonnay.

Ogni anno, i vini di Luca Bellani si riconoscono per i loro elevati standard qualitativi, frutto di un profondo rispetto per le uve e di un forte legame con il territorio. Questa combinazione di tradizione, innovazione e attenzione meticolosa ai dettagli ha permesso all’azienda di distinguersi nel panorama vinicolo, offrendo prodotti che incarnano la vera essenza del terroir.

Due bottiglie d'autore, le tappe del Viaggio

LUCA BELLANI | Bianco_01
100% vermentino

Luca Bellani, con il supporto della famiglia Sannitu, ha intrapreso con grande impegno il recupero di una storica vigna di Vermentino. Questo progetto ha dato vita a un vino dalle complesse note aromatiche, che includono timo e rosmarino, oltre a sentori di agrumi e frutta esotica. In bocca, il vino si distingue per la sua vivace freschezza, che rende ogni sorso piacevole e porta a un finale netto e raffinato, estremamente pulito alla bocca. 

LUCA BELLANI | Bianco_02
100% riesling

Questo vino “unico” è prodotto utilizzando il clone Mosel Heinz 65, risultante dalla combinazione di uve coltivate in due regioni distinte: la Valle del Riesling nell’Oltrepò Pavese in Italia e la Valle della Mosella in Germania. Questo straordinario esperimento ha l’obiettivo di dimostrare come due territori, sebbene differenti, possano produrre vini di qualità comparabile, sottolineando la compatibilità e il potenziale delle rispettive zone vitivinicole.

Perfetti per dare il benvenuto all'estate...

Durante l’estate, i vini bianchi diventano protagonisti indiscussi, grazie alla loro capacità di offrire freschezza e piacevolezza al palato. La capacità di questi vini bianchi di mantenere una buona acidità è fondamentale. L’acidità non solo conferisce freschezza e vivacità al vino, ma aiuta anche a bilanciare la ricchezza degli aromi, rendendo ogni sorso equilibrato e armonioso. Se siete alla ricerca di un’esperienza che vi porti letteralmente in un viaggio sensoriale, i vini di Bellani, complessi e affascinanti, sapranno darvi una soddisfazione ricca e strutturata. 

Scegliere i vini di Luca Bellani non solo significa apprezzare il frutto di una tradizione familiare centenaria e un’innovazione continua, ma anche sperimentare la magia del terroir attraverso vini bianchi complessi e affascinanti, perfetti per esaltare i momenti estivi con la loro freschezza e profondità. Questo viaggio enologico, che unisce la ricchezza dei suoli italiani e tedeschi, dimostra come la passione e la dedizione possano creare vini che raccontano storie uniche, incantando ogni palato con la loro straordinaria qualità.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Vini floreali e fruttati: i Rossi di Maggio

Vini floreali e fruttati | I Rossi di Maggio

Vini floreali e fruttati: Maggio è un mese che cattura l’essenza della primavera, celebrato con rose in fiore e fragole fresche. Questo contesto primaverile ci invita inevitabilmente a selezionare vini che rispecchino freschezza e vivacità della stagione, rossi – corposi, floreali e fruttati, scelte ideali per accompagnare questo periodo dell’anno.

I vini floreali e fruttati sono categorie che rispecchiano la ricchezza aromatica che un vino può offrire, derivante direttamente dalle caratteristiche innate dell’uva e influenzate da fattori come il terroir, il clima e le tecniche di vinificazione. Entrambe le categorie di vini sono apprezzate per la loro capacità di evocare, rispettivamente, la freschezza dei frutti e la delicatezza dei fiori.

Vini Floreali, simbolo di Primavera

Il detto “fiori bianchi e gialli nei vini bianchi; fiori rossi e viola nei vini rossi” si riflette molto bene nella composizione aromatica dei vini, dove i profumi floreali tendono a corrispondere visivamente ai colori tipici dei fiori associati ai diversi tipi di vino. Questa distinzione cromatica e aromatica non solo arricchisce l’esperienza sensoriale del vino, ma offre anche un’utile linea guida per associare e descrivere i profumi.

I vini floreali sono noti per le loro distinte note olfattive che evocano una varietà di fiori. Questi aromi floreali provengono da composti aromatici naturali presenti nell’uva e possono essere accentuati attraverso specifiche tecniche di vinificazione. I profumi floreali nei vini non sono risultato di un contatto diretto con i fiori, ma piuttosto di un’espressione del terroir e delle caratteristiche varietali dell’uva, influenzate anche dal clima e dalla lavorazione in cantina.

Le caratteristiche dei Vini Floreali

  1. Profilo Aromatico: I vini floreali offrono un bouquet ricco di aromi che possono includere una vasta gamma di fiori, come rose, viole, gelsomini, fiori di tiglio, e molti altri. Questi profumi possono variare da delicati a intensi, a seconda del tipo di uva e delle tecniche di vinificazione utilizzate.
  2. Gusto: Anche se il gusto di un vino floreale può non essere direttamente floreale, i profumi percepiti al naso possono influenzare la percezione complessiva del gusto, aggiungendo strati di freschezza e complessità. I vini floreali tendono a essere eleganti e armoniosi, con una buona acidità che bilancia l’intensità dei profumi.
  3. Corpo: Generalmente, i vini floreali variano da leggeri a mediamente corposi. La presenza di note floreali è spesso associata a vini più leggeri e freschi, ma ci sono eccezioni, come alcuni vini bianchi aromatici più corposi che esibiscono intensi aromi floreali.
  4. Persistenza aromatica: I vini floreali sono spesso apprezzati per la loro lunga persistenza aromatica, che lascia una sensazione piacevole e raffinata al palato.
…nei vini bianchi

I vini bianchi sono spesso caratterizzati da profumi di fiori bianchi e gialli che complementano la loro freschezza e il loro carattere fruttato. Questi fiori possono includere:

  • Gelsomino: Questo fiore aggiunge note intensamente aromatiche e un po’ dolci, tipiche di vini aromatici come il Moscato e alcuni Gewürztraminer.
  • Camomilla: Con il suo profumo delicato e calmante, la camomilla è spesso percepita in vini come la Chamomile, un vino bianco che può offrire una sottile complessità.
  • Acacia: I fiori di acacia conferiscono un aroma fresco e leggermente dolce, comune in vini come il Chardonnay e il Viognier.
…e nei Vini Rossi

Per quanto riguarda i vini rossi, i profumi di fiori rossi e viola sono frequenti e contribuiscono significativamente al profilo aromatico complessivo:

  • Rosa: Le note di rosa sono particolarmente evidenti in vini rossi delicati come il Pinot Nero e lo Schiava, dove aggiungono una dimensione sofisticata e sottile al naso.
  • Viola: Le violette sono distintive in vitigni come la Syrah e il Malbec, dove i loro aromi profondi e leggermente polverosi si combinano magnificamente con la frutta scura, dando luogo a vini di grande struttura e profondità.

Questi profumi floreali nei vini rossi non solo ne elevano l’aroma, ma spesso si traducono in una maggiore complessità al palato, rendendo il vino più intrigante e memorabile.

Vini Fruttati: Caratteristiche e Profili di Frutta

I vini fruttati rappresentano una delle categorie più affascinanti e accessibili del mondo vinicolo, distinti per la loro vivace espressività aromatica che rispecchia la freschezza e la varietà della frutta. Amati per la loro capacità di catturare l’essenza della frutta al suo apice di maturazione, trasportano direttamente nei calici le sensazioni olfattive di bacche, frutti di bosco, frutta tropicale e a polpa bianca.

Caratteristiche dei vini fruttati
  1. Profilo Aromatico I vini fruttati sono noti per i loro intensi aromi che possono evocare frutta fresca o matura. Questi profumi possono includere frutti di bosco (come fragole, lamponi e mirtilli), frutta a guscio nero (come prugne e more), agrumi (come limone e arancia), o frutta esotica e a polpa bianca (come mango, pesca, e pera). L’intensità e la specificità del profilo fruttato dipendono dal tipo di uva, dalle condizioni climatiche in cui è cresciuta e dalle tecniche di vinificazione.
  2. Gusto: Il gusto di un vino fruttato è spesso una diretta continuazione dei suoi aromi. I vini fruttati non sono necessariamente dolci; molti di essi sono secchi ma conservano una ricca espressività di frutta nel gusto. La percezione di dolcezza può essere accentuata dalla maturità della frutta utilizzata e dall’alcol presente nel vino.
  3. Corpo:  I vini fruttati possono variare notevolmente in termini di corpo. Alcuni, come molti vini bianchi fruttati o rosati, sono leggeri e freschi, mentre altri, come certi vini rossi fruttati fatti con uve come Shiraz o Merlot, possono essere più corposi e ricchi.
  4. Persistenza Aromatica: I vini fruttati spesso presentano una lunga persistenza aromatica, che lascia un’impressione duratura di freschezza fruttata sul palato. Questa caratteristica rende i vini fruttati particolarmente memorabili e gratificanti.

La capacità di un vino di evocare specifici aromi di frutta è una delle sue caratteristiche più affascinanti e piacevoli. Questi aromi sono influenzati da vari fattori, inclusi il vitigno, il terroir, il clima e le tecniche di vinificazione. Qui di seguito, esploreremo alcuni dei tipi di frutta più comunemente riconoscibili nei vini:

Frutta a Bacca Rossa I vini che presentano note di frutta a bacca rossa spesso evocano sensazioni di fragole, ciliegie, lamponi, e ribes rosso. Questi aromi sono tipici di vini rossi giovani e freschi come il Pinot Noir, il Gamay e alcuni tipi di rosati. Questi frutti contribuiscono a un profilo aromatico vivace e giovanile.

Frutta a Bacca Nera Frutti come mirtilli, more, prugne e ribes nero sono comuni nei vini rossi più corposi e strutturati. Varietà come Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah spesso esibiscono queste intense note fruttate che possono essere accompagnate da una certa dolcezza percettiva e tannini più marcati.

Frutta a Polpa Bianca Mela, pera, e pesca sono tipici degli aromi dei vini bianchi. Il Chardonnay, per esempio, può variare da sapori di mela verde e pera nei climi più freschi, a pesca e melone nei climi più caldi. Altri vitigni come il Pinot Grigio e il Sauvignon Blanc spesso presentano una gamma simile di aromi fruttati.

Agrumi Note di limone, lime, arancia e pompelmo sono comuni in molti vini bianchi, in particolare in quelli provenienti da regioni fresche. Il Sauvignon Blanc, ad esempio, è rinomato per il suo vibrante profilo di agrumi che può essere accompagnato da una rinfrescante acidità.

Frutti tropicali come ananas, mango e papaya arricchiscono alcuni vini bianchi aromatici, tipicamente il Gewürztraminer e i Riesling di climi caldi. Questi frutti portano esoticità e un’invitante dolcezza percettiva. Il litchi, particolarmente associato al Gewürztraminer, offre un’intensa aromaticità che distingue questi vini.

Frutta secca come uva passa e fichi sono spesso presenti in vini dolci o fortificati, come Porto e Sherry. Questi frutti secchi sono indicativi dell’appassimento delle uve, una tecnica che concentra gli zuccheri e intensifica i sapori. Questi aromi aggiungono profondità e ricchezza, rendendo i vini particolarmente adatti all’invecchiamento.

Vini Floreali e Fruttati: la nostra selezione

Molti vini presentano una combinazione di note fruttate e floreali, offrendo un’esperienza olfattiva e gustativa ricca e stratificata. Questa la nostra selezione per il mese di Maggio:

Vini floreali e fruttati | I Rossi di Maggio

Le Caviste | Château de Chénas Beaujolais
Coeur de Granit

100% gamay

La cuvée “Cœur de Granit” è emblematica della regione, coltivata su terreni prevalentemente granitici che conferiscono al vino caratteristiche uniche. Prodotta esclusivamente con uve Gamay, questa cuvée subisce una macerazione semi-carbonica e un affinamento in vasche di acciaio inox, risultando in un vino dal colore rubino intenso. Al naso si presenta concentrato ed elegante, con un perfetto equilibrio di aromi fruttati e floreali. Al palato, si distingue per tannini fini e sapori croccanti di frutti rossi, rendendolo un esemplare rappresentativo dell’eccellenza del Beaujolais.

Corte Aleardi | Valpolicella DOC Classico

60% corvina | 20% corvinone | 20% rondinella

Le uve per questo vino provengono dai vigneti situati sulle colline di Bure Alto e Gargagnago, dove raggiungono una maturazione fenolica completa. La fermentazione è spontanea, utilizzando solo lieviti autoctoni, e segue una macerazione di 8-10 giorni con una maturazione di 8 mesi in acciaio. Questo processo enfatizza i profumi intensi di ciliegia matura e frutti di bosco freschi. Al palato, il vino si rivela fresco e piacevolmente divertente.

Vini floreali e fruttati | I Rossi di Maggio
Vini floreali e fruttati | I Rossi di Maggio

Ayunta | Nerello Mascalese Rosso IGT

100% nerello mascalese

Le uve vengono raccolte non appena raggiungono il livello zuccherino ottimale. Segue una pigia-diraspatura e una breve macerazione, prima di essere travasate in vasche di acciaio. In parallelo, una piccola parte di grappoli interi viene macerata a parte in un ambiente saturo di anidride carbonica, per poi essere assemblata al resto del mosto, arricchendone il carattere fruttato. Dopo la fermentazione, il vino matura in contenitori di cemento per almeno sei mesi, risultando in un assaggio succoso, elegante e fresco, con una nota sapida sul finale.

Scopri i profumi di primavera…

I vini floreali e fruttati rappresentano due delle più affascinanti espressioni del vino, offrendo un’ampia gamma di profumi e sapori che possono variare considerevolmente a seconda delle condizioni di crescita dell’uva e delle scelte enologiche.

Questi vini non solo deliziano il palato, ma stimolano anche l’olfatto, elevando l’esperienza di degustazione a un livello superiore di piacere e apprezzamento sensoriale. Sono ideali per chi cerca vini con un marcato carattere varietale e una forte impronta aromatica.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Vini aromatici: la primavera dei sapori

Vini aromatici: la primavera dei sapori

Vini aromatici: quale miglior soggetto per inaugurare la nuova stagione? La primavera risveglia i sensi, dipingendo la natura di colori vivaci e saturando l’aria di profumi inebrianti. In questo periodo dell’anno, la tavola si arricchisce di sapori freschi e genuini, e cosa c’è di meglio che accompagnare questi momenti con un calice di vino aromatico?

Questi vini, con le loro note olfattive distintive e seducenti, sono i protagonisti indiscussi di abbinamenti gastronomici primaverili. Cosa dire per esempio di prelibatezze di stagione come gli asparagi, che con la loro texture croccante e il sapore delicato diventano compagni ideali.

Cosa Sono i Vini Aromatici?

I vini aromatici rappresentano una categoria speciale nel vasto universo enologico. Caratterizzati da un’intensità olfattiva notevole, derivano il loro nome proprio dalla ricchezza aromatica che li distingue. Questi vini possono essere ottenuti sia da uve aromatiche, come Moscato, Traminer, e Malvasia, le cui caratteristiche genetiche conferiscono al vino note floreali, fruttate, speziate, e talvolta esotiche, sia attraverso tecniche di vinificazione particolari che ne esaltano il profilo aromatico.

Le tipologie spaziano dai dolci e amabili, perfetti per il dessert e le occasioni speciali, ai secchi e freschi, ideali per l’aperitivo o per accompagnare piatti leggeri. Questa varietà permette di esplorare un’ampia gamma di esperienze sensoriali, trovando sempre il vino giusto per ogni occasione.

A cosa si deve l'aroma dei vini?

L’aroma dei vini è il risultato di un complesso intreccio di fattori, che inizia già nel vigneto e si conclude con la vinificazione. Le uve, a seconda della varietà e del terroir in cui crescono, accumulano una serie di composti aromatici. Questi possono essere terpeni, esteri, aldeidi, e molti altri, ognuno dei quali contribuisce con note olfattive specifiche, come quelle floreali, fruttate, erbacee o speziate. Durante la vinificazione, le tecniche utilizzate – dalla fermentazione alla maturazione in barrique – possono alterare, esaltare o aggiungere nuove dimensioni aromatiche al vino. 

L’aroma di un vino deriva principalmente da tre fonti: gli aromi primari, legati alla varietà di uva; gli aromi secondari, generati dai processi fermentativi; e gli aromi terziari, sviluppati con l’invecchiamento.

Aromi Primari

Questi sono intrinseci alla varietà di uva utilizzata e sono influenzati dalle condizioni ambientali in cui l’uva matura, come il clima, il suolo e le pratiche viticole. Per esempio, le uve Muscat possono avere note floreali intensamente aromatiche, mentre le uve Sauvignon Blanc sono spesso associate a toni erbacei o di frutta a polpa bianca. Questi composti aromatici, come i terpeni e i tioli, sono presenti naturalmente nell’acino di uva e sono responsabili delle prime impressioni olfattive del vino.

Aromi Secondari

Questi si formano durante la fermentazione alcolica e malolattica. I lieviti e i batteri lattici trasformano lo zucchero dell’uva in alcol etilico e anidride carbonica, producendo al tempo stesso un’ampia gamma di composti, come gli esteri e gli alcoli superiori, che aggiungono complessità all’aroma del vino. Per esempio, gli esteri possono contribuire con note fruttate e floreali, mentre certi alcoli superiori possono aggiungere sfumature di mela verde o banana. Le tecniche di vinificazione, come la scelta dei lieviti o la temperatura di fermentazione, giocano un ruolo cruciale nel modulare questi aromi.

Aromi Terziari

Sviluppati durante l’invecchiamento in bottiglia o in barrique, questi aromi sono il risultato di reazioni chimiche complesse, come l’ossidazione e l’idrolisi. Il legno delle barriques, ad esempio, può aggiungere note tostate, di vaniglia o di spezie al vino, a seconda del tipo di legno e del grado di tostatura. Con il passare del tempo, i vini evolvono sviluppando aromi più complessi e sottili, come quelli di frutta secca, tabacco, cuoio o sotto bosco, che arricchiscono ulteriormente il bouquet.

Abbinamenti primaverili

La primavera è il momento ideale per riscoprire il piacere degli abbinamenti tra cibo e vino. Gli asparagi, verdure primaverili per eccellenza, con il loro gusto unico e la consistenza croccante, offrono infinite possibilità in cucina, dagli antipasti ai primi piatti. La loro nota leggermente amarognola richiede vini che possano equilibrare questa caratteristica senza sovrastarla. 

Non solo asparagi, la primavera porta in tavola un’infinità di verdure e piatti leggeri. Pensiamo a insalate primaverili, piatti a base di pesce, e frutti di mare, che trovano nei profili aromatici dei vini bianchi la risposta ideale per abbinamenti sorprendenti e armoniosi.

La nostra selezione

FRANK MILLET | SANCERRE BLANC
100% SAUVIGNON

Un’incantevole tonalità oro brillante, impreziosita da delicati riflessi paglierini, che svela l’eleganza e la finezza di questo vino. Al naso, si rivela con un carattere vigoroso e al contempo raffinato, un vero e proprio specchio del terreno di origine. Sentori floreali e fruttati si mescolano in bocca  in un’esplosione di frutta, con una spiccata vena acida ed una struttura piena. Con una densità di circa 6500 ceppi per ettaro, questo nettare viene magistralmente elaborato attraverso processi di vinificazione e maturazione in acciaio, garantendo la preservazione della sua freschezza e del suo profilo aromatico distintivo.

VALTER SIRK | SAUVIGNON
Vigneto Njiva, Zamurava.
Anno impianto 1990, 1995.

Frutto di un’innovativa tecnica di coltivazione che prevede un sistema di allevamento unilaterale capovolto: il metodo Guyot unilaterale. La vinificazione si distingue per l’utilizzo di tre diversi cloni di uva, sottoposti a criomacerazione e vinificati separatamente, prima di essere sapientemente assemblati. Questo processo si avvale di uve particolarmente mature e di una tecnica di macrofiltrazione, garantendo una qualità eccezionale. Dopo 15 mesi dalla vendemmia, il vino viene imbottigliato e lasciato affinare per ulteriori 2 mesi in bottiglia, raggiungendo un equilibrio perfetto tra eleganza e forza espressiva. Caratterizzato da una vivace freschezza e da una pronunciata mineralità è ideale per accompagnare piatti primaverili.

LONA ESTER | MÜLLER THURGAU
100%
MÜLLER THURGAU

Creato nel 1883 da Hermann Müller, questo incrocio di varietà bianche unisce il Riesling renano e il Chasselas, portando alla vita un vino distintivo. La fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox, con un attento controllo della temperatura, per preservarne l’integrità aromatica. Visivamente, il vino si distingue per il suo colore giallo paglierino, illuminato da delicati riflessi verdolini. Al palato si rivela fruttato e piacevolmente aromatico, tessendo insieme note di salvia, pesca e mela golden in un insieme armonioso. Al gusto si presenta secco, con una piacevole sapidità e una freschezza vivace, bilanciata da un sottile filo di acidità che ne esalta la bevibilità e la complessità.

La Primavera sboccia nel bicchiere

Mentre la natura si risveglia, lasciamoci ispirare da questi vini deliziosi e dalla maestria dei loro produttori, perfetti compagni per esplorare nuovi abbinamenti gastronomici o per godere di momenti di pura gioia sensoriale. 

Dal giardino delle varietà uvali alla maestria della vinificazione, i vini aromatici continuano a catturare l’immaginazione e il palato di intenditori e neofiti, promettendo esperienze sempre nuove e affascinanti nel mondo dell’enogastronomia.

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Vini dolci: per un 2024 all’insegna della dolcezza!

Vini dolci: per un 2024 all’insegna della dolcezza!

Vini dolci: il nostro modo di iniziare il 2024 con dolcezza! Gennaio, spesso definito “il mese più triste dell’anno”, merita di essere addolcito con qualcosa di speciale: il mese della ripartenza è un foglio bianco ricco di opportunità, ma spesso accompagnato da una nota di malinconia post-festiva.

Ecco quindi il tema di questa nostra selezione per addolcire l’inizio dell’anno: l’avvolgente mondo dei vini dolci. In questo articolo, ci addentreremo nella dolcezza di questi nettari, esplorando cosa rende un vino “dolce” e come questa delizia enologica può trasformare Gennaio in un viaggio di piacere e scoperta.

Gennaio: perchè tutta questa malinconia?

L’idea che Gennaio sia il mese più triste dell’anno spesso è associata al cosiddetto “Blue Monday” – che quest’anno ricorre Lunedì 15 Gennaio. Il Blue Monday è un termine coniato per descrivere il terzo lunedì di Gennaio, considerato dagli esperti come il giorno più deprimente dell’anno. Questa concezione si basa su una formula che tiene conto di vari fattori, tra cui il tempo trascorso dalle festività natalizie, il meteo stagionale, le spese pazze accumulate durante lo shopping natalizio, la motivazione e la necessità di adottare nuove abitudini o cambiamenti nella vita.

Migliorare la giornata con un tocco di... dolcezza!

Il sapore dolce è intrinsecamente legato a una risposta positiva del nostro cervello. Consumare alimenti zuccherati può attivare la produzione di endorfine, neurotrasmettitori noti per agire come analgesici naturali e induttori di sensazioni di piacere e benessere. Questi “ormoni della felicità” interagiscono con i recettori del cervello per alleviare lo stress e migliorare temporaneamente l’umore. Di conseguenza, il gusto dolce può fungere da conforto emotivo, offrendo un momento di piacere e distrazione dalle tensioni quotidiane. È però fondamentale mantenere un equilibrio nell’approccio al consumo di questo tipo di sostanze, poiché un eccesso può comportare effetti avversi sulla salute fisica e mentale. La moderazione è la chiave per godere dei benefici psicologici del sapore dolce senza compromettere il benessere complessivo.

Cosa rende i vini dolci?

La dolcezza in un vino è il risultato della presenza residua di zuccheri dopo il completamento della fermentazione. Durante il processo di fermentazione, il lievito converte gli zuccheri presenti nell’uva in alcol e anidride carbonica. Se il processo di fermentazione viene interrotto prima che tutti gli zuccheri siano trasformati in alcol, il vino risultante conserverà una maggiore quantità di zuccheri, conferendogli un gusto dolce.

Esistono diversi modi per ottenere vini dolci:

  • Fermentazione Arrestata: Nel caso della fermentazione arrestata, il produttore interrompe deliberatamente il processo prima che tutti gli zuccheri siano completamente convertiti. Ciò può essere fatto abbassando la temperatura, aggiungendo alcol o utilizzando metodi di filtrazione per rimuovere il lievito.
  • Aggiunta di Mosto o Süssreserve: Alcuni produttori di vino aggiungono mosto (il succo d’uva non fermentato) al vino già fermentato per aumentare la dolcezza. Questa pratica è comune, per esempio, in vini come il Sauternes.
  • Asciugatura dell’Uva: In alcuni casi, l’uva viene lasciata appassire o essiccare prima della fermentazione. Questo processo concentra gli zuccheri nel mosto, producendo vini più ricchi e dolci come l’Amarone.
  • Blocco della Fermentazione: L’aggiunta di alcol (come nel caso dei vini liquorosi) o l’uso di tecnologie moderne possono impedire la fermentazione completa, preservando così la dolcezza naturale del vino.
Vini dolci | Jean Baptiste Audy Château Peyruchet Cuvée Jean Baptiste

JEAN BAPTISTE AUDY CHÂTEAU PEYRUCHET CUVÉE JEAN BAPTISTE
60% pinot auxerrois, 25% pinot blanc, 15% pinot gris

Il Vigneto è situato nel pittoresco comune di Loupiac, di fronte alle prestigiose denominazioni Barsac e Sauternes. Il suolo, ricco di argilla-sabbiosa e argilla-graveleux, contribuisce alla formazione di uve di alta qualità. Con una media di 40 anni, le vigne testimoniano la tradizione e la maestria coltivativa_ la vendemmia manuale e tardiva, eseguita con cura, assicura uve mature al punto giusto, mentre la vinificazione avviene a una temperatura controllata di 18°C in cuves inox, con una macerazione prolungata che enfatizza le caratteristiche uniche del territorio. Con una produzione annuale limitata a 5.000 bottiglie, questo vino si distingue per la sua fragranza, freschezza e aromaticità, regalando al palato note fruttate e floreali: un’alternativa raffinata ai vini liquorosi.

DOMAINE BAUD VIN DE PAILLE
1/3 savagnin, 1/3 chardonnay, 1/3 poulsard

Secondo la tradizione, le uve utilizzate per la vinificazione vengono appassite per 4/5 mesi su graticci di paglia: il termine “Vin de Paille” si traduce letteralmente in “vino di paglia”, sottolineando l’importanza di questo processo unico. Durante questo periodo di appassimento, il succo delle uve si concentra notevolmente, producendo un liquido ricco e dalla resa limitata. La fermentazione, intrapresa con estrema lentezza, si interrompe in modo naturale quando il vino raggiunge circa i 14°. L’affinamento successivo avviene in piccole botti per almeno 3 anni, conferendo al vino un colore giallo oro antico. Al naso rivela la caratteristica nota ossidativa tipica dei vini di questa regione, arricchita da sfumature mielate, frutta candita, mallo di noce e fichi secchi. Il risultato è un vino dolce di rara e preziosa eleganza, un autentico capolavoro.

Vini dolci | Domaine Baud Vin de paille
Vini dolci | Ugo Bing Fattoria di Fiano Vin Santo del Chianti DOC

UGO BING FATTORIA DI FIANO VIN SANTO DEL CHIANTI DOC
Trebbiano, malvasia, san colombano

Originario da vigneti con una media di età di 20 anni, la sua vinificazione segue i principi della tradizione, mentre il processo di affinamento si estende per 13 anni in caratelli di rovere, seguiti da ulteriori 3 anni in barriques di Troncais. La produzione annuale è limitata a 380 bottiglie, assicurando una cura artigianale e una dedizione senza pari in ogni fase della creazione. Al naso, si svela una ricca complessità fruttata con suggestive note di albicocca, uva passa, frutta candita, fico passito, mandorle amare, noce e un sottile tocco di amaretto di Saronno, armonizzate splendidamente con delicate sfumature di vaniglia. In bocca, questo vino si presenta con un profilo intenso e concentrato, bilanciato da una vivace acidità, straordinaria morbidezza e una persistenza che sembra infinita. Un’autentica esperienza enologica che unisce maestria artigianale e dedizione per creare un nettare dal carattere quasi eterno.

Vini dolci: addolciamo questo Gennaio…

Il vino dolce, con la sua ricca storia e varietà di profumi e sapori, occupa un ruolo distintivo e prezioso nella cultura enogastronomica italiana e non solo. Le sue varietà, dalle sfumature leggere e fruttate a quelle più ricche e complesse, permettono di abbinarsi a una vasta gamma di situazioni: possiamo quindi affermare che i vini dolci sono quindi ambasciatori della gioia e della convivialità, ideali per migliorare questo bigio Gennaio!

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Vini per le feste & brindisi d’autore

Vini per le feste & brindisi d'autore
Vini per le feste: Dicembre è il mese dell’anno in cui la magia delle festività avvolge ogni angolo. Per rendere davvero uniche le celebrazioni natalizie e di Capodanno, niente supera l’eleganza effervescente dei vini festivi.
Scopriamo le caratteristiche dei vini bianchi frizzanti della nostra selezione e come scegliere il vino perfetto per le feste: ogni paragrafo è un invito a immergersi nell’arte e nel mood del Natale. Da vini maturati su terreni vulcanici a champagne provenienti dalle rinomate regioni francesi, ogni racconto culmina in una selezione unica di vini bianchi frizzanti. Sia che siate amanti della Garganega o appassionati di Champagne, in questo articolo troverete diverse chicche per un’autentica esperienza enologica durante le festività.

Le origini del Brindisi

Il gesto di sollevare un bicchiere e brindare all’arrivo del nuovo anno ha radici antiche, risalenti a tradizioni cariche di significato. L’usanza del brindisi di Capodanno ha le sue origini nell’antica Roma, dove si credeva che il suono dei bicchieri alzati e il tintinnio delle coppe potessero scacciare gli spiriti maligni e portare fortuna. Questa pratica si è evoluta nel corso dei secoli, diventando un rituale universale di gioia e auspicio per un futuro prospero.

Oltre a brindare alla fine dell’anno trascorso e all’inizio di uno nuovo, il gesto del brindisi rappresenta l’unità, la gratitudine e l’ottimismo. 

Ma perché i vini per le feste sono rinomatamente vini bianchi frizzanti?

La risposta risiede nel carattere effervescente e festoso di questi vini. Le bollicine che danzano nel bicchiere e la sensazione effervescente in bocca aggiungono un tocco di gioia e festa a ogni sorso, creando l’atmosfera ideale per celebrare momenti speciali. Spumanti, Champagne e non solo, con la loro versatilità e varietà, si adattano a una vasta gamma di palati, soddisfacendo sia chi ama il gusto secco e minerale che chi predilige una dolcezza più pronunciata. La loro capacità di accostarsi ad una grandissima varietà di piatti, dai frutti di mare agli antipasti leggeri, li rende vini adatti a ogni fase del pasto durante le festività.

Inoltre, i vini bianchi frizzanti sono spesso associati a uno stile di vita elegante e celebrativo. Aprire una bottiglia di questo genere diventa un gesto simbolico di festa e condivisione, contribuendo a creare ricordi indimenticabili durante le riunioni di famiglia, le cene con gli amici e le festività in generale.

Vini per le feste | CORTENERA CUVÉE GINEVRA METODO CLASSICO 100% garganega

DOMAINE SCHOFFIT CREMANT D’ALSACE
60% pinot auxerrois, 25% pinot blanc, 15% pinot gris

Un crémant unico, frutto dell’arte di un produttore che privilegia la maturità delle uve rispetto all’acidità. Questa scelta audace si traduce in un vino fermo con elevato residuo zuccherino, essenziale per una fermentazione in bottiglia impeccabile. Dal colore oro brillante, sprigiona aromi di frutta matura e fiori bianchi. L’eleganza e la freschezza sono sottolineate da una perfetta acidità, riflessa in una maturazione fenolica impeccabile.

CHARPENTIER TRADITION BRUT
80% pinot meunier, 15% chardonnay, 5% pinot noir

Una cuvée distintiva che incarna l’anima dell’azienda, ottenuta con il 15% di vin de réserve. I profumi freschi di agrumi canditi e il tocco di pane tostato danzano delicatamente nel bicchiere. Questo vino cremoso si rivela al palato con un sorso avvolgente e morbido, guidato da una vena sapida e fresca. La maturazione su fecce per 36 mesi dona complessità, mentre il dosaggio di 8 gr/lt aggiunge la giusta dolcezza.

Vini per le feste | CHARPENTIER TRADITION BRUT 80% pinot meunier, 15% chardonnay, 5% pinot noir
Vini per le feste | CORTENERA CUVÉE GINEVRA METODO CLASSICO 100% garganega

CORTENERA CUVÉE GINEVRA METODO CLASSICO
100% garganega

Vino unico, prodotto da vigne con più di 30 anni, cresciute su terreni collinari di tufi basaltici terrosi di origine vulcanica. Con una spiccata sfumatura di giallo, questa pregiata creazione offre una spuma soffice e abbondante, con un perlage estremamente fine, sottile e persistente. Il profumo complesso svela note variegate di frutta esotica, miele e castagne. Il sapore evoluto è arricchito da note speziate e terziarie. Svolge dai 48 ai 60 mesi sui lieviti ed ha un dosaggio di 2gr/lt.

Vini per le feste: come scegliere?

La scelta dei giusti vini per le feste è un viaggio sensoriale che può trasformare la tua esperienza culinaria: quando si cerca il perfetto vino frizzante, considerare varietà di uve meno conosciute – ma sempre molto apprezzate – come la Garganega può portare a scoperte sorprendenti ed inaspettate. La Garganega, con le sue radici nel nord Italia, regala vini freschi e aromatici, perfetti per chi cerca un’opzione leggermente più complessa rispetto agli spumanti tradizionali e vuole provare qualcosa di diverso dal classico Prosecco pur restando “in Veneto”. 

Se si desidera abbracciare il massimo lusso, non c’è nulla che possa competere con lo champagne. Proveniente dalla regalità delle regioni vinicole francesi, lo champagne incarna l’eleganza in ogni bollicina. La sua complessità aromatica, unita a una finitura persistente, lo rende il compagno ideale per festeggiare le occasioni speciali ed in particolar modo il periodo Natalizio. In sostanza, la scelta del vino perfetto dipende moltissimo dai gusti personali e dall’atmosfera desiderata: esplorare tutte le opzioni presenti nel nostro catalogo per lasciarti sorprendere e… festeggiare! 

Per scoprire tutta la selezione del nostro Catalogo clicca QUI.

Il Miglior Olio Extravergine di Oliva al mondo… è Viola!

Il Miglior Olio Extravergine di Oliva al mondo... è Viola!

Il Miglior Olio Extravergine di Oliva è Viola? In Bereepassione non ci occupiamo solo di Vini pregiati: quella che vi presentiamo in questo articolo è la storia del Miglior Olio Extravergine di Oliva al Mondo e del suo produttore, Marco Viola. Curiosi? Non vi resta che continuare la lettura…

La storia dell’olivo e del suo prezioso prodotto, l’olio d’oliva, è intrisa di cultura, tradizione e passione. Risalendo a millenni fa, questa storia affonda le radici nelle antiche civiltà del Medio Oriente, e nel corso dei secoli si è diffusa lungo le coste del Mediterraneo, dell’Africa e del Sud Europa. Oggi, grazie al contributo di appassionati come Marco Viola, il futuro dell’olio d’oliva italiano è più radioso che mai.

Un Viaggio Nel Passato

Fin dal 5000 a.C., la coltivazione delle olive era pratica comune nelle regioni del Medio Oriente. Questa si diffuse rapidamente lungo le coste del Mediterraneo, dell’Africa e del Sud Europa. La conoscenza e l’apprezzamento di questo oro verde si devono ai Fenici, famosi per i loro intensi commerci via mare. Grazie a loro, l’olio d’oliva divenne noto in tutto il Mediterraneo e particolarmente in Grecia, dove era utilizzato non solo come alimento, ma anche come medicinale, cosmetico e come protezione per atleti e guerrieri.

I Romani, in seguito, promossero la coltivazione dell’olivo nelle regioni da loro conquistate, contribuendo alla sua diffusione in tutta l’area mediterranea, mentre nel Medioevo nacque l’intuizione di recuperare i terreni migliori per la produzione di oli d’oliva, riconoscendo il suo valore come merce preziosa. Questo contribuì significativamente al successo dell’olio d’oliva.

L'Epoca d'Oro in Italia

Nel 1400, l’Italia si affermò come il principale produttore di olio d’oliva nel mondo. La sua produzione e il suo consumo si espansero notevolmente, e l’olio d’oliva divenne un pilastro dell’alimentazione mediterranea. Proprio la dieta mediterranea, rinomata per i suoi benefici per la salute, ha ulteriormente contribuito al successo dell’olio d’oliva, rendendolo uno dei prodotti alimentari italiani più amati e esportati in tutto il mondo.

Marco Viola: Una Storia di Passione e Dedizione per l'olio extravergine di oliva

Per Marco Viola, l’olivo rappresenta l’albero genealogico della sua famiglia. Le radici di questa storia affondano nell’Ottocento, quando Biagio e Lucia trasmisero la loro passione per l’olivicoltura al figlio Ferdinando. Successivamente, Diamante, figlio di Ferdinando, aggiunse lo spirito imprenditoriale alla famiglia, estendendo le terre coltivate a 30 ettari e aprendo il primo frantoio Viola nel castello di Sant’Eraclio.

Biagio Viola, figlio di Diamante e padre di Marco, divenne il custode delle emozioni familiari legate alla terra e all’oliva: un frutto straordinario che richiede rispetto e pazienza e con la quale la famiglia Viola ha vissuto in simbiosi per oltre 150 anni. Oggi in Marco Viola è presente una profonda connessione con l’olivo e dedica una scrupolosa cura a tutte le fasi della produzione, dall’oliva raccolta alla tavola dei consumatori.

Il Miglior Olio Extravergine di Oliva al mondo... è Viola!

Il Passo delle Capre
il miglior olio extravergine di oliva al mondo

“Il Passo delle Capre” è l’olio extravergine d’oliva che incarna una nuova visione. Quest’olio, grazie alla sapiente cura tramandata nella famiglia Viola, si distingue per la sua limpidezza, fluidità e colore verde con riflessi dorati. Il suo profumo è elegante, con sentori di cuore di carciofo, erbe di campo e lattuga, arricchiti da note complesse di menta, salvia e mandorla bianca. Al palato, emergono i sapori del carciofo, della cannella e della mandorla bianca, con un retrogusto piccante di pepe nero. L’amaro è presente ma ben integrato nella struttura complessiva. 

È con grande orgoglio che possiamo vantare che nel 2023 Viola Bio "Il Passo delle Capre" si è classificato al primo posto alla XXVIII edizione di BIOL, il prestigioso riconoscimento per il miglior olio extravergine organico al mondo. Un onore che sottolinea la qualità e l'impegno costante di Marco Viola e della sua famiglia nel produrre un olio d'oliva eccezionale.

La storia millenaria dell’olio d’oliva si intreccia con le vite appassionate dei produttori come Marco Viola, il cui impegno e dedizione assicurano un futuro brillante per questo straordinario prodotto italiano. Grazie a persone come lui, l’olio d’oliva continuerà a essere un ambasciatore della cultura e della tradizione italiane nel mondo. 

Scopri tutta la nostra selezione nel nostro Catalogo.