Gin Le Lagore? Gennaio è il mese in cui si torna all’essenziale. Dopo l’eccesso delle feste, l’attenzione si sposta su prodotti autentici, capaci di raccontare un’origine precisa e un metodo di lavoro coerente.
Nel mondo dei distillati, il gin rappresenta una delle categorie più interessanti sotto questo punto di vista, soprattutto quando nasce da progetti agricoli legati al territorio. È in questo contesto che si inserisce Gin Le Lagore, un distillato che esprime in modo diretto la Liguria di Levante attraverso botaniche spontanee e una filiera produttiva consapevole.
Il gin: definizione, evoluzione e rinascita contemporanea
Il gin è un distillato ottenuto a partire da alcol etilico di origine agricola, aromatizzato principalmente con bacche di ginepro (Juniperus communis). Questo elemento non è un semplice dettaglio: il ginepro è l’unico ingrediente obbligatorio per legge affinché un distillato possa essere definito gin. Tutto il resto — botaniche, metodi di estrazione, proporzioni — rappresenta lo spazio creativo e identitario del produttore.
Le origini del gin risalgono al XVII secolo nei Paesi Bassi, dove nasce il jenever, inizialmente concepito come preparato medicinale. Solo successivamente, con la sua diffusione in Inghilterra, il gin assume una connotazione più ricreativa e popolare, attraversando fasi alterne di eccessi e regolamentazioni, fino a stabilizzarsi come distillato di qualità.
Negli ultimi anni, il gin ha vissuto una vera e propria rinascita, grazie alla riscoperta della produzione artigianale e a un rinnovato interesse per le botaniche locali. Il focus si è spostato dalla standardizzazione all’identità territoriale, trasformando il gin in un mezzo di espressione agricola e culturale. In questo scenario, prodotti come Gin Le Lagore rappresentano l’evoluzione naturale di un distillato che torna alle sue radici: la relazione diretta con la terra.
Le Lagore: un progetto agricolo tra recupero e valorizzazione del territorio
L’azienda agricola Le Lagore si trova tra Levanto e Bonassola, in provincia di La Spezia, in un’area di straordinaria rilevanza paesaggistica alle porte delle Cinque Terre. Fondata nel 2018 da Giovanni Peruzzi, classe 1992, laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università degli Studi di Torino, l’azienda nasce da una visione chiara: recuperare terreni abbandonati e restituire loro valore agricolo, ambientale e produttivo.
Il progetto prende forma grazie alla collaborazione con la Regione Liguria e ai fondi dell’Unione Europea dedicati allo sviluppo rurale e all’insediamento di giovani agricoltori. La tenuta si estende su una superficie terrazzata di circa 49.000 mq, affacciata sul mare, un contesto che richiede competenze tecniche, manutenzione costante e una profonda conoscenza del territorio.
Il recupero ha previsto la pulizia delle aree incolte e l’impianto di oltre 2.500 nuove piante aromatiche, che vanno ad arricchire un ecosistema già caratterizzato da vigneto, frutteto e orto. Un lavoro lento, metodico e rispettoso, che ha trasformato un patrimonio dimenticato in una risorsa viva.
Gin Le Lagore: botaniche spontanee e distillazione consapevole
Durante le fasi di recupero dei terreni, la presenza abbondante di piante aromatiche spontanee tipiche della macchia mediterranea ha suggerito una direzione precisa: valorizzare ciò che il territorio offriva naturalmente. Da questa intuizione nasce Gin Le Lagore, un distillato che utilizza botaniche spontanee e autoctone raccolte all’interno della tenuta.
La distillazione è affidata alla distilleria DEALP di Susa, in Piemonte, realtà riconosciuta per la sua esperienza e competenza tecnica. Il processo produttivo prevede l’impiego esclusivo di acqua di fonte alpina e botaniche a km zero, evitando qualsiasi forzatura aromatica o standardizzazione industriale.
Il risultato è un gin che esprime con chiarezza il suo luogo di origine: note balsamiche, erbacee e mediterranee si intrecciano in un profilo aromatico pulito, coerente e riconoscibile.
Mirto Levante
Gin Solis
Amaro Bridge
Un modo diverso di intendere il distillato
Le Lagore non si inserisce nel racconto facile dei distillati di tendenza, né cerca scorciatoie narrative. Il filo che lega gin, mirto e amaro è lo stesso: un rapporto diretto con il territorio, osservato prima ancora che interpretato. Le botaniche spontanee, la raccolta manuale, le lavorazioni essenziali non diventano slogan, ma restano strumenti per restituire un’identità precisa, senza mediazioni superflue.
Nei prodotti Le Lagore il paesaggio non viene addomesticato, ma accompagnato. I profumi della macchia mediterranea, le note balsamiche, la struttura aromatica non puntano all’effetto immediato, bensì a una riconoscibilità che si costruisce nel tempo. È un approccio che chiede attenzione, ma che ripaga con distillati capaci di raccontare un luogo senza bisogno di alzare la voce.
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